Under the Sardinian sky

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Sotto il cielo
della Sardegna

LLa Sardegna è terra di storie che sembrano leggende, colori di paesaggi dipinti, pianure misteriose, case bianche sotto il grigio delle nuvole, caratteri agitati da un vento che solleva di continuo la sua orchestra, un’enfasi di fiati, soffi, aliti e correnti.

Fronde curvate sull'immenso paesaggio silenzioso, abitato da gente radicata nelle campagne, gli stazzos dai tetti talvolta a tinte forti, smaltati dal sole, diademi su un’isola.

È una indicibile nostalgia, la Sardegna, fatta di cieli di una dolcezza profonda, lembi d’azzurro intrappolati tra le linee rabbiose delle montagne, grandi crepacci che anche di giorno hanno il buio nel fondo.

Emozioni di prima mano, arcaiche, popolano queste zone.

È una terra che da,

la Sardegna

ma è anche
una terra che chiede.

Una terra che vuole la sua piccola
parte del nutrimento dell'uomo.

Un patto onorato da sempre, donne e uomini dalle mani di brace e gli occhi circondati da rughe raggianti, onorati di restituire con il loro lavoro ciò che la terra ha loro affidato.

Il mirto è figlio di questi spazi, raccolto a mano con cura nei mesi freddi, quando l’aria stagna umida sotto il cielo nuvoloso di novembre e dicembre. Sotto crepuscoli rosei quasi al confine del mondo c’è la festa del raccolto, senza stridori di razzi, senza il chiasso della gente dei bambini, senza statue in processione o musica tonante.

È una cerimonia
silenziosa, solenne,

che vive di riti ben precisi.

Ci si affaccia tra gli arbusti col rispetto che si deve alla natura generosa, si staccano le gemme e, dopo averle mondate da ogni impurità, si lasciano riposare nel cuore di Alghero in un abbraccio ragionato di alcol e acqua per almeno tre mesi, perché il tempo faccia il suo lavoro.

Nel mentre, il vento continua a fasciare i muri delle case, tiepide di vita e intimità. Le stringe come un nastro, le radica a sé. Le siepi di fichi d’india raccolgono la brezza nelle pale verdi e spinose, prima che passi l’inverno e arrivi quel caldo che smalta di sole i tetti e sfida i campi con la temperatura da fornace. I libri sono pieni di questa poesia, parole che raccontano la realtà vitale di questa natura, dove persino i sassi dai dorsi aguzzi sembrano giocare con i ciglioni erbosi e le vallate coperte di ginestre, rincorrendosi l’un l’altro fin dove arriva lo sguardo.

E finalmente eccolo qui

Il mirto
Zedda Piras

un liquore pieno nel sapore
e intenso nei profumi.

Un sapore autentico mai sciupato
dal tempo, arricchito anzi
da una tradizione unica e leggendaria.

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The Spiritheque