QHSE - Qualità, Salute, Sicurezza e Ambiente 2015

Sicurezza alimentare, benessere dei lavoratori e rispetto dell’ecosistema: queste le pietre miliari su cui Gruppo Campari basa le proprie attività produttive.

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Sicurezza alimentare, benessere dei lavoratori e rispetto dell’ecosistema: queste le pietre miliari su cui Gruppo Campari basa le proprie attività produttive. Da sempre Campari considera la Qualità e Sicurezza Alimentare dei propri prodotti, la Salute e Sicurezza dei Camparisti e il rispetto dell’Ambiente nel quale opera elementi fondamentali del proprio sviluppo sostenibile. La QHSE Policy Globale, emessa nel 2013 ed elemento chiave nello sviluppo di tutti i sistemi gestionali QHSE e delle attività ad esse correlate, verrà rivista nel corso del 2016 per tenere conto delle revisioni degli standard internazionali di riferimento e dei considerevoli progressi organizzativi e prestazionali conseguiti dal Gruppo Campari dal 2013 a oggi.

Gli indicatori rendicontati sono conformi alle indicazioni contenute nelle linee guida GRI-G4 pur non coprendo, al momento, la lista completa dei parametri richiesti. Sono inoltre stati sviluppati ulteriori indicatori specifici della realtà Campari.

 

Il Perimetro QHSE

I risultati qui riportati si riferiscono alla Sede di Sesto San Giovanni e ai siti produttivi del Gruppo, con una variazione di perimetro rispetto al 2014 dovuta al consolidamento del sito australiano di Derrimut per tutte le aree QHSE. Non è ancora possibile, invece, ricomprendere il sito produttivo canadese di Grimsby e alcune attività relative al marchio Averna. All’interno di questo perimetro nel corso del 2015 sono state rilevate una sanzione pecuniaria derivante da non conformità con la normativa vigente in ambito Qualità, una in ambito Ambiente, nessuna in ambito Salute e Sicurezza.

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Le Certificazioni

Il processo di tripla certificazione in linea con gli standard ISO 22000 (sicurezza alimentare), OHSAS 18001 (salute e sicurezza negli ambienti di lavoro) e ISO 14001 (ambiente) che coinvolge tutti i siti produttivi del Gruppo è proseguito nel 2015 secondo il piano previsto. All’elenco degli stabilimenti già certificati si aggiungono l’unità produttiva di Volos in Grecia per quanto attiene le tematiche di Salute, Sicurezza e Ambiente, l’unità produttiva di Rothes in Scozia che ha ottenuto le tre certificazioni realizzando sistemi gestionali integrati, l’unità produttiva di Crodo in Italia che ha mantenuto la certificazione BRC allineando il sistema di gestione alla versione 7 dello standard e l’unità produttiva di Lawrenceburg in Kentucky che ha ampliato lo scopo di certificazione integrata in essere includendo le attività di imbottigliamento. Nel corso del 2016 verrà inoltre avviato un processo di allineamento dei sistemi di gestione in essere con le nuove revisioni degli standard di certificazione adottati (ISO 9001:2015, ISO 14001:2015, BRC Issue 7, 2015). A seguito delle nuove certificazioni ottenute, nel 2015 la percentuale di bottiglie prodotte in unità produttive certificate rispetto ai volumi di prodotto realizzati nei siti del Gruppo è così descrivibile: l’81% delle bottiglie è prodotto in siti certificati ISO 22000, BRC, IFS, FSSC 22000, WQA (Woolworths Quality Assured), il 76% delle bottiglie è prodotto in siti certificati OHSAS 18001 e l’84% delle bottiglie è prodotto in siti certificati ISO 14001. Il confronto di questi dati con quelli riferiti al 2014 risente di un diverso bilanciamento dei volumi produttivi dei siti.

Nel 2015 i siti del Gruppo Campari sono stati inoltre oggetto di numerose attività di verifica e controllo operativo. In totale i siti hanno ricevuto 184 verifiche, raddoppiate rispetto all’anno precedente, e così ripartite: audit interni 45%, audit di certificazione 30%, audit da parte di autorità di controllo 16%, audit da parte di clienti 2% e audit da parte di compagnie assicurative 7%.

Nel corso del 2015 è proseguita l’attività di cross-country audit avviata nel 2014 coinvolgendo, nella realizzazione delle verifiche interne, Camparisti da siti differenti per favorire sinergie e condivisione di buone pratiche tra le diverse unità produttive. Ad esempio all’audit interno a Canale d’Alba in Italia ha preso parte il team di Rothes in Scozia, mentre a quello di Rothes ha preso parte il team di Volos in Grecia.

I sistemi di gestione

Una sezione del portale interno del Gruppo Campari è dedicata alle tematiche QHSE; i temi trattati sono accessibili a tutti i Camparisti. La sezione funge anche da luogo di scambio di best practice, idee e domande favorendo il dialogo interno e la condivisione di informazioni. Tra le responsabilità della funzione QHSE rientrano anche le attività del progetto Lean Six Sigma, una metodologia volta al miglioramento continuo delle prestazioni. Il progetto è stato avviato in Italia nel 2011 ed esteso, a partire dal 2013, all’Europa e al Sud America. Nel 2015 le attività del progetto Lean Six Sigma sono state avviate in Australia nel sito di Derrimut includendo anche funzioni dell’organizzazione esterne alla supply chain, e completate in Giamaica integrando i team delle distillerie Appleton di St. Elizabeth e New Yarmouth di Clarendon. Il 2016 si aprirà con l’estensione del progetto formativo nei siti in Nord America (Lawrenceburg in Kentucky e Arandas in Messico).

Il lavoro di raccolta dati implementato dal Gruppo è supportato dall’applicazione di alcuni strumenti informatici specifici sviluppati a livello globale. Durante il 2015 è proseguita l’applicazione e le nuove implementazioni dei principali strumenti menzionati anche nella reportistica relativa al 2014, tra cui principalmente: Siemens SIMATIC IT Interspec; Interspec Reporting Documents Maker; Interspec Reporting Bill of Materials FootPrints Quality Ticketing System SIMATIC IT Unilab.

 

Salute e sicurezza dei Camparisti

Nel 2015 Campari ha registrato 57 infortuni con assenza da lavoro e ulteriori 122 eventi senza assenza dal lavoro. L’indice di frequenza infortuni, calcolato su 179 infortuni, tenendo perciò in considerazione anche gli eventi senza assenza dal lavoro, si è attestato a 35,56 (numero di infortuni ogni milione di ore lavorate), in aumento rispetto al 2014. Questa crescita è sostanzialmente legata al continuo incremento della sensibilità tra gli addetti ai lavori nel segnalare eventi senza assenza dal lavoro, che costituiscono il 68% del totale degli infortuni registrati. Gli eventi accaduti a personale esterno (appaltatori, fornitori e visitatori) presso i siti produttivi di Campari sono pari a 24.

Nonostante il Gruppo Campari investa in termini di cultura alla sicurezza, purtroppo nel 2015 è avvenuta una fatalità presso lo stabilimento di Arandas in Messico per inadeguato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale da parte di un appaltatore durante lo svolgimento di attività in altezza. Repentine sono state le azioni correttive messe in atto, in coerenza con il consolidato impegno del Gruppo ad applicare, promuovere e verificare il rispetto dei regolamenti da parte dei Camparisti e di terzi.

Le principali tipologie d’infortuni avvenute nel 2015 comprendono: urti contro oggetti fissi o in movimento (20%); scivolamenti e cadute dallo stesso livello (13%) e movimenti e posture non corrette da parte dei Camparisti (6%). Il numero di giorni persi a causa d’infortuni. per il 2015 è stato pari a 718, che corrisponde a un indice di gravità di 0,14 (giorni di infortunio ogni migliaio di ore lavorate), in complessivo leggero miglioramento rispetto al 2014 grazie alle buone prestazioni dell’area sudamericana. Il numero dei giorni persi a causa d’infortunio accaduti a personale esterno durante la realizzazione di attività presso i siti produttivi di Campari è stato pari a 160.

Un dato significativo è costituito dai Near Miss. Al fine di identificare le situazioni pericolose prima che possa accadere un incidente, i Camparisti sono stati formati e stimolati a segnalare le situazioni d’insicurezza sia per la loro salute e sicurezza che per la tutela dell’ambiente. Nel 2015 sono stati registrati 49 Near Miss da parte dei Camparisti, numero che sale a 59 se sono considerate anche le segnalazioni da parte di appaltatori, fornitori e visitatori. L’analisi di questi eventi è fondamentale per definire le misure di prevenzione e protezione per evitare l’accadere dell’evento. Il 6% dei lavoratori Camparisti fa parte dei comitati di Salute e Sicurezza presenti all’interno dei vari siti produttivi. Questo dato, in sensibile incremento rispetto al 3% del 2014, è anche il risultato di attività di sensibilizzazione e coinvolgimento.

 

Qualità e sicurezza alimentare

L’indice di qualità dei prodotti è misurato in maniera indiretta valutando i reclami dal mercato, classificati in critici, maggiori o minori in base alla loro severità. L’indice di difettosità è calcolato in ppm (part-permillion), indicatore conteggiato in riferimento alle bottiglie prodotte annualmente. Durante il 2015, pur essendo aumentato il numero totale dei reclami, l’indice di difettosità si è assestato a 54 ppm, in diminuzione del 73% rispetto alle performance del 2014.

Tale risultato è dovuto ad una significativa riduzione delle difettosità grazie alle azioni correttive implementate in efficaci piani di miglioramento.

 

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Rispetto dell’ambiente

Durante il 2015 il Gruppo si è concentrato sulla rendicontazione di indicatori specifici relativi ad alcune macro aree: l’energia e l’acqua utilizzate, gli scarichi e i rifiuti prodotti, i materiali utilizzati per il packaging. Il 2% dei lavoratori di Campari fa volontariamente parte dei Comitati Ambientali presenti all’interno dei vari siti produttivi.

 

L’energia

I consumi totali di energia nel 2015 sono stati pari a 2.623.780 GJ (Giga Joule). Il consumo totale di energia può essere altresì espresso attraverso la quantità di energia utilizzata equivalente a 4,11 MJ (Mega Joule) per bottiglia.

Gli indicatori energetici del 2015 rispetto ai dati del 2014 sono in sensibile miglioramento e soddisfano pienamente il target 2015 di riduzione del 2% dei consumi energetici.

I consumi energetici relativi alla produzione dei soli spirit invece si attestano anche nel 2015 su un valore di 0,4 MJ per bottiglia prodotta, a conferma della stabilità prestazionale degli interventi di ottimizzazione energetica realizzati in questo ambito nel recente passato.

 

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L'acqua

L’acqua è una delle risorse maggiormente utilizzate da Gruppo Campari, sia come ingrediente sia per attività produttive agricole ed industriali.

Durante il 2015 il Gruppo ha utilizzato 24.215.000 metri cubi d’acqua, oltre l’80% della quale per attività di irrigazione e distillazione. In Giamaica sono di fatto presenti 5.000 ettari di coltivazione di canna da zucchero di proprietà, la cui irrigazione ha un impatto significativo sui consumi idrici.

L’indicatore di prestazione dei consumi di acqua nel 2015 è pari a 38 litri medi per bottiglia, che per i soli stabilimenti produttori di spirit si attesta a 2,4 litri per bottiglia.

Nel 2015 il 40 % dei volumi totali di acqua provengono da acque di fiume; il 50% dell’acqua consumata, proviene da falde acquifere tramite pozzi in concessione; il 5% del totale, proviene da acquedotti comunali. I restanti approvvigionamenti sono costituiti da acque di lago, lagune e acqua approvvigionata tramite cisterna.

 

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Gli scarichi idrici e i rifiuti

Nel 2015 gli scarichi idrici legati alle attività produttive di Campari sono stati pari a 4.182.000 metri cubi, di cui il 41% sono costituiti da acque di scarico dei processi di produzione e acque di lavaggio delle macchine e attrezzature. I consumi di acqua negli stabilimenti produttori di spirit nel 2015 in media si attestano su scarichi pari a 1,2 litri medi per bottiglia prodotta. I valori totali degli scarichi idrici a bottiglia relativi alle sole acque di processo per tutte le tipologie di stabilimento produttivo in media sono pari a 2,9 litri per bottiglia prodotta. Il numero delle analisi sui reflui idrici realizzate nel 2015 è di circa 2.900 campionamenti (più del doppio rispetto a quelli del 2013 e 2014), a dimostrazione della continua e crescente attenzione di Campari su questo significativo aspetto ambientale. La produzione di rifiuti solidi è un altro indicatore monitorato dal Gruppo e la loro gestione è di grande importanza al fine di uno sviluppo sostenibile.

Anche nel 2015 la quasi totalità dei rifiuti prodotti (oltre il 99%) è classificata come rifiuto non pericoloso: si tratta principalmente di rifiuti da imballaggio, e nello specifico di carta, cartone, plastica e vetro che vengono avviati a completo recupero nella maggior parte dei siti produttivi. Con l’obiettivo di incrementare sempre più le prestazioni ambientali delle proprie attività produttive, gli stabilimenti del Gruppo Campari hanno realizzato durante il 2015 numerose attività che continueranno anche nel 2016 allo scopo di migliorare l’efficienza nei consumi energetici, idrici e nella produzione dei rifiuti. Tra esse è possibile citare l’implementazione di un sistema di illuminazione naturale nello stabilimento di Sorocaba, l’installazione di misuratori di ossigeno disciolto nell’impianto di trattamento reflui di Suape, l’installazione di una torre evaporativa a maggiore efficienza energetica e ridotto impatto ambientale ad Arandas.

Gruppo Campari nel corso del 2015 ha registrato alcuni incidenti ambientali occorsi in Giamaica, legati a sversamenti accidentali di modesta entità, prontamente trattati. Investigazioni sono state condotte per identificare le cause di tali eventi e azioni preventive sono state messe in atto. Tra esse l’implementazione, nella distilleria di Appleton, di un sistema di monitoraggio integrato in tempo reale dei parametri operativi di impianto.

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Ultima modifica 29 mag 2018