Campari Group annuncia i risultati del primo trimestre 2018

Crescita organica delle vendite influenzata da debolezza dei mercati emergenti

e slittamento degli ordini, i cui effetti risultano amplificati in un trimestre di bassa stagionalità

Gli indicatori di profittabilità continuano a beneficiare

di un’evoluzione positiva del mix delle vendite

Utile del Gruppo prima delle imposte impattato dalla plusvalenza da cessione di attivitànon strategiche

 

 

RISULTATI DEL PRIMO TRIMESTRE 2018 IN SINTESI

  • Vendite pari a €336,0 milioni. Crescita organica del +2,2%, nonostante la debolezza in alcuni mercati emergenti e gli effetti legati alle tempistiche degli ordini. Variazione totale del -8,2% dopo gli effetti cambio e perimetro.

  • Mix delle vendite molto favorevole trainato da Aperol, Campari, Grand Marnier e Wild Turkey, nei principali mercati sviluppati, generando una crescita organica del margine lordo del +6,7%, superiore a quella delle vendite, con un’espansione della marginalità pari a +250 punti base.

  • EBIT rettificato pari a €61,1 milioni. Crescita organica del +8,9%, superiore alla crescita delle vendite, generando un’espansione della marginalità operativa di +110 punti base, in quanto i maggiori investimenti in pubblicità e promozioni e in strutture distributive in un trimestre poco rilevante sono stati più che compensati dalla solida espansione della marginalità lorda. Variazione totale pari al -5,1% dopo gli effetti cambio e perimetro.

  • Utile del Gruppo prima delle imposte pari a €76,5 milioni, +42,7%, beneficiando della plusvalenza della cessione del business Lemonsoda. Utile del Gruppo prima delle imposte rettificato[1] pari a €54,9 milioni (+1,0%).

  • Debito finanziario netto a €938,7 milioni al 31 marzo 2018 (€981,5 milioni al 31 dicembre 2017), dopo i proventi della cessione del business Lemonsoda, al netto dell’acquisizione di Bisquit[2] e dell’acquisto di azioni proprie.
    Multiplo di debito finanziario netto rispetto a EBITDA si riduce a 1,8 volte.

     

Milano, 8 maggio 2018-Il Consiglio di Amministrazione di Davide Campari-Milano S.p.A. (Reuters CPRI.MI-Bloomberg CPR IM) ha approvato le informazioni finanziarie aggiuntive al 31 marzo 2018.

Bob Kunze-Concewitz, Chief Executive Officer: ‘Nel primo trimestre 2018 abbiamo registrato una crescita organica positiva delle vendite, nonostante la debolezza dei mercati emergenti e lo slittamento degli ordini, i cui effetti risultano amplificati in un trimestre di bassa stagionalità. Grazie all’evoluzione molto positiva del mix delle vendite, trainata dalla sovra performance delle principali combinazioni a elevata marginalità di prodotto e mercato, in particolare Aperol, Campari, Grand Marnier e Wild Turkey nei principali mercati sviluppati, gli indicatori di profittabilità hanno mostrato una crescita organica sostenuta e superiore allo sviluppo organico delle vendite. Contestualmente, a livello totale, i tassi di crescita sono stati influenzati dall’effetto dei cambi e dalla cessione di business non strategici. Guardando al 2018, le nostre prospettive rimangono sostanzialmente invariate e bilanciate, in un contesto macroeconomico incerto per quanto riguarda talune economie emergenti.Rimaniamo fiduciosi sul conseguimento di una performance organica positiva per i principali indicatori di performance, trainata dalla continua sovra performance delle marche a priorità globale e regionale a elevata marginalità nei principali mercati sviluppati.’.


 

Principali informazioni finanziarie per il primo trimestre al 31 marzo 2018

 

1 gennaio-31 marzo 2018
   € milioni

1 gennaio-31 marzo 2017[3]

€ milioni

Variazione

Totale

Crescita organica

Effetto

Cambio

Variazione di perimetro

Vendite nette

336,0

366,2

-8,2%

2,2%

-7,5%

-2,9%

 

Margine lordo

200,0

207,4

-3,6%

6,7%

-8,6%

-1,7%

 

% sulle vendite

59,5%

56,6%

 

 

 

 

 

EBIT rettificato

61,1

64,4

-5,1%

8,9%

-8,5%

-5,4%

 

% sulle vendite

18,2%

17,6%

 

 

 

 

 

EBIT

82,7

63,6

30,2%

 

 

 

 

Utile del Gruppo prima delle tasse rettificato1

54,9

54,4

1,0%

 

 

 

 

Utile netto del Gruppo prima delle tasse

76,5

53,6

42,7%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

EBITDA rettificato

74,7

78,6

-5,0%

8,8%

-8,7%

-5,1%

 

% sulle vendite

22,2%

21,5%

 

 

 

 

 

EBITDA

96,3

77,8

23,8%

     

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Indebitamento finanziario netto

938,7

981,5[4]

 

 

 

 

 

                                     

 

Previsioni invariate per il 2018[5]

Si prevede una performance positiva nel 2018 per i principali indicatori di performance a livello organico, trainata dalla continua sovra performance delle marche a priorità globale e regionale a elevata marginalità nei principali mercati sviluppati.

In relazione alla crescita organica, si prevede che la marginalità lorda continui a beneficiare del mix favorevole delle vendite, nonostante l’impatto negativo dell’aumento del prezzo dell’agave. Si prevede che gli investimenti pubblicitari e i costi di struttura rimangano stabili in percentuale sulle vendite a livello organico.

In relazione al perimetro, si stima un impatto negativo pari a circa €(70) milioni sulle vendite e €(16) milioni sull’EBIT rettificato per il 20185, riflettendo la razionalizzazione del portafoglio e la terminazione di alcuni contratti di distribuzione, con un effetto sostanzialmente neutrale sull’EBIT rettificato in termini di margine percentuale sulle vendite.

In relazione ai cambi, si stima una variazione negativa pari a circa €(90) milioni sulle vendite nette e circa €(24) milioni sull’EBIT rettificato nel 2018[6], per effetto del progressivo rafforzamento dell'Euro nei confronti del Dollaro USA.

 

Analisi del primo trimestre 2018

Nel primo trimestre 2018, il Gruppo ha registrato una crescita organica positiva delle vendite, nonostante la debolezza in alcuni mercati emergenti e lo slittamento degli ordini. Il mix molto favorevole ha generato una crescita degli indicatori di profittabilità superiore a quella delle vendite. Contestualmente, a livello totale, la robusta crescita organica del business è stata più che compensata dall’effetto combinato dei cambi, dovuto al progressivo rafforzamento del Dollaro USA rispetto all’Euro, e del perimetro, dovuto alla cessione di attivitànon strategiche, quali Carolans e il business Lemonsoda, come atteso.

Le vendite sono state pari a 366,0 milioni, in diminuzione del -8,2% a livello totale. La crescita organica positiva delle vendite, pari a +2,2% è stata più che compensata dall’effetto negativo dei cambi del -7,5%, pari a €(27,6) milioni e dall’effetto negativo del perimetro del -2,9%, pari a €(10,7) milioni.

Il margine lordo è stato €200,0 milioni, in diminuzione a livello totale del -3,6% a valore, e in crescita di +290 punti base sulle vendite pari a 59,5%. La crescita organica è stata pari a +6,7%, superiore alla crescita delle vendite, generando un’espansione della marginalità organica di +250 punti base, trainata dal mix favorevole delle vendite.

Le spese per pubblicità e promozioni sono state pari a 54,1milioni, in diminuzione a livello totale del -3,4% a valore e pari al 16,1% delle vendite. L’aumento a livello organico è stato del +5,4%, impattato dalla tempistica di investimenti rilevanti in brand a priorità globale nel primo trimestre 2018, come pianificato.

Il margine di contribuzione, ovvero il margine lordo dopo le spese per pubblicità e promozioni, è stato pari a €145,8 milioni, in diminuzione a livello totale del -3,7% a valore (in aumento del +7,2% a livello organico) pari al 43,4% sulle vendite.

I costi di struttura, ovvero i costi delle organizzazioni commerciali e i costi generali e amministrativi, sono stati pari a €84,7 milioni, in diminuzione a livello totale del -2,6% a valore, pari al 25,2% delle vendite. L’aumento organico è stato del +5,9%, riflettendo nel primo trimestre sia l’impatto su base annua degli investimenti in strutture distributive completati nel corso del 2017 sia l’incidenza più che proporzionale dei costi fissi di struttura sulle vendite in un trimestre poco rilevante e impattato da slittamenti di ordini.

L’EBITDA rettificato è stato €74,7 milioni, in diminuzione a livello totale del -5,0% a valore (in aumento a livello organico del +8,8%) e pari al 22,2% sulle vendite.

L’EBIT rettificato è stato €61,1 milioni, in diminuzione a livello totale del -5,1% a valore, in aumento di +60 punti base al 18,2% sulle vendite. L’aumento organico del +8,9%, più alto rispetto alla crescita delle vendite, ha generato un incremento della marginalità di +110 punti base, in quanto la solida espansione della marginalità lorda trainata dal mix favorevole delle vendite ha più che compensato i maggiori investimenti in attività di marketing e in strutture distributive. La crescita organica dell’EBIT rettificato è stata più che compensata dall’effetto negativo dei cambi del -8,5%, pari a €(5,5) milioni e dall’effetto negativo del perimetro del -5,4%, pari a €(3,5) milioni.

Le rettifiche di proventi (oneri) operativi sono state positive e pari a €21,6 milioni, principalmente dovute alla plusvalenza dalla cessione del business Lemonsoda, al netto di accantonamenti per progetti di ristrutturazione[7].

L’EBITDA è stato €96,3 milioni, pari al 28,7% delle vendite.

L’EBIT è stato €82,7 milioni, pari al 24,6% delle vendite.

Gli oneri finanziari netti sono stati pari a €5,8 milioni, in diminuzione di €4,3 milioni, grazie alla riduzione del costo medio dell’indebitamento a seguito delle operazioni di liability management e alla riduzione dell’indebitamento medio del primo trimestre 2018 rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

L’Utile del Gruppo prima delle imposte rettificato è stato pari a €54,9 milioni (+1,0%). L’utile del Gruppo prima delle imposte è stato di76,5 milioni, in aumento del +42,7%.

Al 31 marzo 2018 l’indebitamento finanziario nettoè pari a€938,7, in diminuzione rispetto al 31 dicembre 2017 (€981,5 milioni), dopo i proventi dalla cessione del business Lemonsoda, al netto dell’acquisizione di Bisquit2 e dell’acquisto di azioni proprie.

Il multiplo di debito finanziario netto su EBITDA al 31 marzo 2018 è pari a 1,8 volte, in riduzione rispetto a 2,0 volte al 31 dicembre 2017.

 

Analisi delle vendite consolidate per il primo trimestre 2018

In termini di risultati per area geografica, le vendite nell’area Americhe (44,7% del totale) hanno registrato una variazione organica del +2,9%. Gli Stati Uniti, il mercato principale del Gruppo in termini di vendite (28,5% del totale), hanno registrato una variazione organica positiva del +3,5%, nonostante la base di confronto molto sfavorevole (+7,5% nel primo trimestre 2017[8]), guidata dalla continua solida crescita di Grand Marnier, del portafoglio Wild Turkey e delle tequila Espolòn e Cabo Wabo, oltre che dalla continua crescita a doppia cifra di Aperol e Campari. Questi risultati hanno aiutato a compensare la performance negativa di SKYY, in continuo declino a causa della forte pressione competitiva nella categoria, della debolezza nel comparto flavorede della perdita di quota di mercato a favore del comparto della vodka craft. Tali fattori sono stati amplificati dai cambiamenti nell’assetto distributivo locale avvenuti nel primo trimestre 2017 che hanno influenzato la base di confronto. Tuttavia, i dati di sell out mostrano una flessione della marca stabile nella fascia media dei valori a una cifra. Le vendite in Giamaica (5,7% del totale) hanno registrato una variazione organica pari al +13,9%, grazie alla crescita di Campari (aumento a doppia cifra), oltre a una buona performance di Appleton Estate e dei marchi locali. Wray&Nephew Overproof è risultato debole per effetto della base di confronto sfavorevole del primo trimestre 2017, dovuta all’anticipazione degli ordini in previsione dell’aumento dei prezzi introdotto nel trimestre successivo. Le vendite in Brasile (1,7% del totale) hanno mostrato una variazione organica del -32,1% in un trimestre di bassa stagionalità, influenzato dalla base di confronto sfavorevole (+51,7% nel primo trimestre 2017) e dall’introduzione di una politica di gestione del credito più stringente. La performance complessiva è stata influenzata da una riduzione temporanea di SKYY, Sagatiba e Dreher mentre Aperol, Bulldog e Cynar continuano a registrare un trend positivo. Le vendite in Argentina (1,4% del totale) hanno evidenziato una performance organica pari al -5,2%, per il debole contesto macroeconomico e per l’introduzione di una politica di gestione del credito più stringente che ha influenzato le marche principali Campari eCinzano,mentre il trend positivo di SKYY e Aperol continua. Gli altri paesi dell’area (7,4% del totale) sono risultati in aumento del +8,2%, trainati da Messico (+8,0%), grazie a SKYY ready-to-drink, e dal Perù, mentre il Canada è rimasto stabile.

L’area Sud Europa, Medio Oriente e Africa[9] (30,1% del totale) ha registrato una variazione organica pari al +1,1%. Il mercato italiano (23,1% del totale) ha evidenziato una performance organica positiva (+3,9%), trainato da Aperol, Campari e Crodino, quest’ultimo beneficiando anche della Pasqua anticipata. Gli altri paesi dell’area (7,0% del totale) segnano complessivamente una performance negativa (-8,1%), per effetto del Sud Africa, influenzato dalla base di confronto sfavorevole con il primo trimestre del 2017 in concomitanza all’avvio della nuova organizzazione distributiva. Una crescita molto positiva è stata registrata in Francia (Riccadonna) e in Spagna (Aperol e Campari). Il canale Global Travel Retail ha iniziato l’anno con un andamento stabile, a fronte di una base di confronto sfavorevole con il primo trimestre del 2017 (+18,2%).

L’area Nord, Centro ed Est Europa (17,5% del totale) ha registrato una variazione organica del -3,8%. Le vendite in Germania (8,4% del totale) sono risultate in temporanea flessione (-2,6%). La forte crescita di Aperol (+21,0%) e le buone performance di Bulldog, SKYY, Grand Marnier e Wild Turkey bourbon non sono riuscite a compensare la variazione negativa di agency brand e sparkling wine, prodotti a bassa marginalità, oltre a Campari e Averna, quest’ultimo influenzato da un riposizionamento di prezzo. Le vendite in Russia (2,0% del totale) hanno registrato una variazioneorganica del -30,5%, influenzata dalla base di confronto molto sfavorevole (+86,5% nel primo trimestre 2017) oltre agli effetti generati da negoziazioni di aumento dei prezzi. Il contesto economico è caratterizzato da elevata volatilità, con conseguente impatto sugli ordini di vendita di alcuni brand, amplificato in un trimestre di bassa stagionalità. Gli altri paesi dell’area (5,5% del totale) hanno evidenziato complessivamente una crescita organica positiva (+6,9%), principalmente guidata dal Regno Unito (+13,1%), grazie ad Aperol, Bulldog, Campari e Magnum Tonic.

Le vendite nell’area Asia-Pacifico (7,7% del totale) sono cresciute a livello organico del +17,8%. L’Australia (pari al 5,5% del totale) è cresciuta del +9,4%, trainata dalla crescita a doppia cifra di Aperol, Campari, Wild Turkey bourbon, SKYY Vodka e Espolòn, oltre alla performance positiva di Wild Turkey ready-to-drink, dopo un anno difficile a causa della forte pressione competitiva. L’Asia (2,2% del totale) è cresciuta del +44,8%, guidata dalla performance positiva del Giappone, trainata dal portafoglio SKYY,Campari, Aperol, Cinzano vermouth e Wild Turkey bourbon. La Nuova Zelanda è cresciuta del +51.0%, trainata da Campari, Espolòn e Grand Marnier.

In riferimento ai brand a priorità globale (pari al 54,7% del totale), le vendite sono cresciute a livello organico del +3,8%. Aperol, il marchio più importante per il Gruppo in termini di vendite, continua a mostrare una solida crescita organica (+22,8%), trainata dalla continua performance molto positiva nei mercati principali (Italia, Germania, Austria e Svizzera), oltre alla forte crescita nei mercati ad alto potenzialee in fase di sviluppo, quali Stati Uniti, Brasile, Russia, Regno Unito, Australia, Spagna e il canale Global Travel Retail. Campari ha evidenziato una crescita organica del +6,6%, trainata da Stati Uniti, Giamaica, Spagna e Regno Unito, oltre al mercato principale italiano (+7,3%). La buona performance è stata attenuata da Germania, Brasile e Argentina. Le vendite di SKYY hanno registrato una variazione organica pari al -15,3%, per effetto della variazione negativa nel mercato principale statunitense, dovuta alla forte pressione competitiva nella categoria e alla debolezza nel comparto flavor. La marca è risultata altresì in diminuzione nei mercati internazionali in quanto le crescite positive in Argentina, Giappone e Giamaica non sono riuscite a compensare il temporaneo rallentamento in Brasile, Sud Africa e Cina. Grand Marnier ha registrato una crescita organica del +4,2%, trainata dal mercato principale statunitense, dove il brand inizia a beneficiare delle azioni di marketing realizzate in previsione del lancio della nuova campagna avvenuta nel primo trimestre del 2018. Wild Turkey, che include American Honey, ha registrato una performance organica positiva e pari al +6,2%, guidato dalla continua crescita di Wild Turkey bourbon nei mercati principali statunitense e australiano. Russell’s Reserve continua a crescere a doppia cifra nel mercato principale statunitense, mentre American Honey risulta stabile, con una crescita negli Stati Uniti. I rum giamaicani, inclusi Appleton Estate e Wray&Nephew Overproof, hanno evidenziato una flessione del -4,5%. Appleton Estate ha registrato una performance lievemente negativa (-1,0%), mentre Wray&Nephew Overproof ha registrato una diminuzione
(-4,2%) per effetto della base di confronto sfavorevole (+36.8% nel primo trimestre 2017), attribuibile all’anticipazione degli ordini in Giamaica in previsione di un aumento prezzi nel secondo trimestre 2017. Tuttavia, l’andamento sottostante nei mercati chiave e nei mercati in fase di sviluppo si conferma positivo.

In riferimento ai brand a priorità regionale (pari al 15,7% del totale), le vendite sono diminuite del -1,3% a livello organico. Espolòn, in crescita del +28,8%, continua a godere di una solida crescita a doppia cifra negli Stati Uniti (+35,1%). GlenGrant ha registrato una diminuzione organica (-21,0%), dovuta principalmente allo slittamento degli ordini in Francia e Sud Africa, mentre Stati Uniti, Ucraina e Spagna hanno registrato risultati positivi trainati dalle varianti premium e a più alta marginalità. Forty Creek registra una variazione pari al -6,8%, con una crescita in Canada, compensata interamente dalla diminuzione negli Stati Uniti. Gli amari italiani risultano in linea, con una performance positiva di Braulio in Italia e negli Stati Uniti. Averna è stato penalizzato dal riposizionamento di prezzo in Germania, mentre Cynar è risultato negativo per lo slittamento degli ordini.Frangelico ha registrato una riduzione (-8,5%) per effetto di una temporanea debolezza e di slittamento degli ordini negli Stati Uniti e in Germania. Bulldog è cresciuto del +14,1% grazie alla buona performance in Regno Unito, Germania, Portogallo, Italia, Spagna e nel canale Global Travel Retail. La franchise Cinzano segna una complessiva debolezza (-22,4%) per effetto delle negoziazioni di aumento dei prezzi in Russia e dello slittamento degli ordini in Argentina. Gli altri vini spumanti (Riccadonna e Mondoro) sono aumentati a livello organico del +28,1%, grazie alla performance positiva nel mercato principale francese, mentre la Russia è stata influenzata negativamente dalle negoziazioni di aumento dei prezzi.

Per quanto riguarda i brand a priorità locale (pari al 12,5% del totale), le vendite sono risultate sostanzialmente stabili
(-0,3%)
a livello organico. Campari Soda è aumentato del +1,9%. Crodino registra una crescita del +3,8%, che beneficia dell’innovazione di prodotto avvenuta nel 2017, e della Pasqua anticipata. La gamma Wild Turkey ready-to-drink registra una performance positiva del +7,7%, grazie al mercato principale australiano. I brand brasiliani hanno registrato una diminuzione
(-40,5%) dovuta allo slittamento degli ordini e a una base di confronto sfavorevole.



[1] Utile del Gruppo prima delle imposte prima di rettifiche operative pari a €21,6 milioni nel primo trimestre 2018 e €(0,8) milioni nel primo trimestre 2017.

[2] Cessione del business Lemonsoda pari a €81,5 milioni, inclusivi degli aggiustamenti prezzo (completato il 2 gennaio 2018). Acquisizione di Bisquit per €59,4 milioni, inclusivi degli aggiustamenti prezzo (completato il 31 gennaio 2018).

[3] Primo trimestre 2017 rettificato per tenere conto dell’implementazione di IFRS 15 a partire dal 1 gennaio 2018. Il nuovo principio contabile IFRS 15 ha stabilito la riclassificazione di alcune componenti di spesa per pubblicità e promozioni in riduzione dei ricavi. La riclassifica non ha alcun effetto sull’EBIT, ma determina un impatto sui margini percentuali delle vendite dopo la riclassifica. Nel primo trimestre 2017 la riclassifica secondo IFRS 15 implica una riduzione pari a €10,5 milioni sulle vendite (pari al -2,8%) e, per lo stesso importo, sulle spese per pubblicità e promozioni.

[4] Al 31 dicembre 2017.

[5] Previsione invariata rispetto alla stima precedente, fornita nell’ambito dell’annuncio dei risultati dell’esercizio 2017 il 27 febbraio 2018.

[6] Previsione invariata rispetto alla stima precedente, fornita nell’ambito dell’annuncio dei risultati dell’esercizio 2017 il 27 febbraio 2018 e calcolata ipotizzando una proiezione del tasso di cambio Euro/Dollaro USA pari a 1,25 sull’intero esercizio 2018.

[7]Nel primo trimestre 2017 rettifiche operative pari a €(0,8) milioni.

[8] Con riferimento agli esercizi antecedenti il 2017, i dati non sono stati riclassificati in base al nuovo principio contabile IFRS 15 implementato dal 1 gennaio 2018. Pertanto, con riferimento alle basi di confronto, nonostante le variazioni organiche percentuali del primo trimestre 2017 rispetto al primo trimestre 2016 siano state calcolate su base non riclassificata, si ritengono coerenti rispetto alle variazioni organiche percentuali del primo trimestre 2018 rispetto al primo trimestre 2017.

[9] Include il canale Global Travel Retail.

Data di pubblicazione: 
08 mag 2018
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Ultima modifica 08 mag 2018