Gruppo Campari annuncia i risultati del primo trimestre 2016

Risultati molto positivi per tutti gli indicatori di performance operativa a livello organico nel primo trimestre 2016

Espansione della marginalità operativa trainata dalla continua performance positiva dei brand a priorità globale e a elevata redditività, e dei mercati sviluppati

 

 

DATI PRINCIPALI DEL PRIMO TRIMESTRE 2016

  • Vendite: € 327,4 milioni (stabili a livello totale, variazione organica +7,2%, crescita organica dei brand a priorità globale +11,9%)

  • Margine di contribuzione: € 126,7 milioni (+7,5%, variazione organica +10,5%, 38,7% delle vendite)

  • EBITDA prima di oneri e proventi non ricorrenti: € 66,8 milioni (+18,8%, variazione organica +19,1%, 20,4% delle vendite)

  • EBIT prima di oneri e proventi non ricorrenti: € 53,9 milioni (+21,1%, variazione organica +20,3%, +21,1% delle vendite)

  • Utile del Gruppo prima delle imposte: €34,2 (-4,3%)

  • Utile del Gruppo prima delle imposte rettificato per le componenti non ricorrenti: € 40,2 (+26,1%)

  • Debito finanziario netto: € 923,1 milioni (€ 825,8 milioni al 31 dicembre 2015)

     

    Milano, 9 maggio 2016-Il Consiglio di Amministrazione di Davide Campari-Milano S.p.A. (Reuters CPRI.MI-Bloomberg CPR IM) ha approvato il resoconto intermedio trimestrale di gestione al 31 marzo 2016.

     

    Bob Kunze-Concewitz, Chief Executive Officer: ‘Nel primo trimestre del 2016 abbiamo registrato risultati molto positivi per tutti gli indicatori di performance operativa a livello organico. Questi risultati sono stati ottenuti grazie alla costante implementazione della nostra strategia di crescita che ha portato al continuo miglioramento del mix delle vendite in termini di prodotto e mercato. In particolare, i brand a priorità globale e a elevata redditività continuano a mostrare un andamento positivo e superiore alla crescita media del Gruppo, a beneficio dell’espansione della marginalità operativa. Inoltre, abbiamo conseguito una crescita organica positiva in tutte le aree geografiche di riferimento e, in particolare, nei mercati sviluppati a elevata marginalità, quali Nord America ed Europa occidentale. Occorre tuttavia, sottolineare che, nel trimestre meno rilevante dell’anno per stagionalità del business, questi risultati sono stati impattati da alcuni eventi non ricorrenti sia positivi che negativi. Tra i positivi, si segnala che i risultati hanno beneficiato di una diversa calendarizzazione del periodo pasquale, anticipato rispetto al 2015. Inoltre, negli Stati Uniti, la performance è stata favorita dalla tempistica degli ordini che ci si aspetta vengano gradualmente riassorbiti nel corso dei trimestri successivi. Per contro, si segnala che i risultati delle vendite del Gruppo sono stati impattati negativamente da una contrazione del businessnon-core e a bassa marginalità dello zucchero in Giamaica. Si ritiene che questa flessione, dovuta a fattori contingenti, non sia recuperabile nel corso del resto dell’anno. Guardando alla restante parte dell’anno, nonostante l’avvio d’anno molto positivo nel primo trimestre del 2016, che, per i motivi sopra evidenziati non è ritenuto ripetibile su base annua, riteniamo che gli scenari delineati a inizio anno siano sostanzialmente invariati. In particolare, con riferimento al quadro macroeconomico, riteniamo che la volatilità in alcuni mercati emergenti, nonché l'indebolimento delle principali valute rispetto all'Euro possano continuare. Contestualmente, restiamo fiduciosi nell’ottenere una performance positiva e profittevole del business, trainata, da un lato, dalla crescita delle marche a priorità globale e a elevata marginalità, in particolare gli aperitivi, il whisky americano e i rum giamaicani, e, dall'altro, dalla performance positiva dei mercati geografici strategici per il Gruppo. Si ritiene che la crescita dei propri brandnei mercati chiave del Gruppo possa continuare a essere perseguita attraverso i continui investimenti nelle attività di rafforzamento dei brande all'apporto positivo delle attività di innovazione, nonché della rafforzata rete distributiva del Gruppo. Infine, si segnala che con riferimento alla crescita esterna del Gruppo, nella seconda parte dell’anno il perimetro rifletterà gli effetti del contratto distributivo in esclusiva a livello globale del portafoglio spirit di Grand Marnier, nonché l’impatto del consolidamento del business di Société des Produits Marnier Lapostolle S.A., i cui effetti varieranno in funzione della tempistica e dell’esito dell’Offerta Pubblica d’Acquisto annunciata dal Gruppo Campari.’.

     

     

    RISULTATI CONSOLIDATI DEL PRIMO TRIMESTRE AL 31 MARZO 2016

 

1 gennaio-

 31 marzo

 2016

€ milioni

1 gennaio-

 31 marzo 2015

€ milioni

Variazione

totale

Crescita organica

Effetto

Cambio

Variazione di perimetro

Vendite nette

327,4

327,4

0,0%

+7,2%

-3,8%

-3,4%

Margine di contribuzione[1]

126,7

117,9

+7,5%

+10,5%

-1,6%

-1,4%

EBITDA prima di oneri e proventi non ricorrenti

66,8

56,2

+18,8%

+19,1%

+2,5%

-2,9%

Risultato della gestione corrente
=EBIT prima di oneri e proventi non ricorrenti

53,9

44,5

+21,1%

+20,3%

+4,3%

-3,5%

Proventi e oneri non ricorrenti

(6,0)

3,9

-

 

 

 

EBITDA

60,8

60,1

+1,2%

 

 

 

Risultato operativo=EBIT

47,9

48,4

-0,9%

 

 

 

Utile del Gruppo prima delle imposte

34,2

35,8

-4,3%

 

 

 

Utile rettificato del Gruppo prima delle imposte[2]

40,2

31,9

+26,1

 

 

 

                 

 

 

RISULTATI DEL PRIMO TRIMESTRE 2016

Nel primo trimestre 2016, le vendite nette del Gruppo sono state pari a 327,4 milioni, registrando una performance stabile. La crescita organica delle vendite è stata pari a +7,2%, mitigata da un effetto cambi pari a -3,8%, dovuto alla svalutazione delle principali valute del Gruppo, in particolare il Pesos Argentino (-38,5%) e il Real brasiliano (-25,3%), oltre a un trend sfavorevole per le altre valute del Gruppo, come il Peso Messicano e il Rublo. L’effetto perimetro, pari a -3,4%, è attribuibile all’effetto combinato della cessazione di alcuni contratti di distribuzione e della cessione di business non strategici, in linea con la strategia di disinvestimenti del Gruppo dei business non strategici e a basso margine.

Il margine lordo è stato 179,2 milioni, in aumento del +7,8% (+11,3% variazione organica) e pari al 54,7% delle vendite.

Le spese per pubblicità e promozioni sono state 52,4milioni, in aumento del +8,5% e pari al 16.0% delle vendite.

Il margine di contribuzione, ovvero il margine lordo dopo le spese per pubblicità e promozioni, è stato € 126,7 milioni, in aumento del +7,5% (+10,5% variazione organica) e pari al 38,7% delle vendite.

I costi di struttura, ovvero i costi delle organizzazioni commerciali e i costi generali e amministrativi, in diminuzione del -0,8%, sono stati72,8 milioni, pari al 22,2% delle vendite.

L’EBITDA prima di proventi e oneri non ricorrenti è stato 66,8 milioni, in aumento del +18,8% (+19,1% variazione organica), pari al 20,4% delle vendite.

L’EBIT prima di oneri e proventi non ricorrenti è stato 53,9 milioni, in aumento del +21,1% (+20,3% variazione organica), pari al 16,5% delle vendite.

I proventi e oneri non ricorrenti sono stati negativi e pari a € 6,0 milioni, imputabili alla prima quota di costi di transazione relativa a SPML (€ 2,5 milioni), oltre a svalutazioni conseguenti a cessione di business.

L’EBITDA è stato 60,8 milioni, in aumento del +1,2% e pari al 18,6% delle vendite.

L’EBIT è stato 47,9 milioni, in diminuzione del -0,9% e pari al 14,6% delle vendite.

L’utile del Gruppo prima delle imposte è stato di 34,2 milioni, in diminuzione del -4,3%, attribuibile ai proventi e oneri non ricorrenti negativi e pari a € 6,0 milioni[3].

L’utile del Gruppo prima delle imposte rettificato per gli oneri non ricorrenti risulta pari a € 40,2, in crescita del 26,1%[4].

Al 31 marzo 2016 l’indebitamento finanziario netto è pari a 923,1 milioni (€ 825,8 milioni al 31 dicembre 2015),dopo ilpagamento di una quota iniziale nel capitale di Société des Produits Marnier Lapostolle S.A. (‘SPML’) (€ 125,5 milioni)[5], e l’impatto di cambio favorevole del Dollaro USA (€ 4,4 milioni). Il multiplo di debito finanziario netto su EBITDA pro-forma al 31 dicembre 2015 è pari a 2,4 volte, in aumento rispetto a 2,2 volte al 31 dicembre 2015.

 

ANALISI DELLE VENDITE CONSOLIDATE DEL PRIMO TRIMESTRE 2016

In termini di risultati per area geografica, le vendite nell’area Americhe (41,2% del totale nel primo trimestre 2016) hanno registrato una variazione complessiva del -6,3%, determinata da una variazione organica del +6,9%, un effetto cambi del -6,7% e un effetto perimetro pari a -6,4%, per effetto della terminazione di alcuni contratti di distribuzione e delle cessioni di business non strategici in Giamaica. Le vendite sul mercato USA (24,3% del totale e 59,1% dell’area) hanno registrato una variazione organica positiva del +14,8% (+8,1% escludendo il contributo positivo alle vendite del bourbon whisky sfuso), guidata da tutti i principali brand, con una tempistica favorevole degli ordini, cresciuti più velocemente rispetto al positivo andamento di depletion e consumi, che saranno quindi riassorbiti nei prossimi trimestri. I principali driver di crescita sono stati la performance positiva di Wild Turkey (principalmente Wild Turkey bourbon), degli aperitivi (principalmente Aperol) e dei rum giamaicani (principalmente Appleton Estate), oltre alla forte crescita dei brand a priorità regionale, in particolare Espolòn (+80,8%), ma anche GlenGrant, Cynar e Averna. Le vendite di SKYY sono cresciute del +2,6%, influenzate positivamente dallo slittamento degli ordini, che saranno gradualmente riassorbiti nei prossimi trimestri, mentre la forte competitività della categoria ha penalizzato l’andamento delle depletion. Le vendite in Giamaica (4,7% del totale e 11,4% dell’area) hanno registrato una variazione organica pari a -27,8%, interamente dovuta al business non-core dello zucchero (-0,4% escludendo l’effetto dello zucchero). Il core business mostra i benefici dell’incrementato focus: in particolare, Campari è il brand che contribuisce maggiormente alla crescita, compensato dalla diminuzione del rum giamaicani, influenzati dallo slittamento degli ordini per effetto della tempistica di incremento di prezzo. Le vendite in Brasile (1,7% del totale e 4,2% dell’area) hanno mostrato una variazione organica pari a -27,2%, in un trimestre caratterizzato da bassa stagionalità. La performance riflette sia il calo dei consumi per effetto delle difficili condizioni di mercato che hanno influenzato l’andamento dei brand locali e di Campari sia l’anticipazione delle vendite nell’ultimo trimestre del 2015 in vista dell’aumento delle accise. Gli altri premium brand hanno registrato performance molto positive, in particolare Aperol, Wild Turkey e Appleton.Le vendite in Argentina (3,3% del totale e 8,0% dell’area) hanno evidenziato una performance organica a doppia cifra (+87,6%), traendo beneficio dalle migliorate condizioni di mercato. Alla performance positiva contribuiscono fortemente i brand premium e a elevato margine in crescita a tripla cifra (Campari e Cynar raddoppiano, SKYY Vodka e Aperol crescono quasi cinque volte). Le vendite in Canada (2,8% del totale e 6,9% dell’area) hanno registrato una performance organica complessiva positiva pari a +14,5%, principalmente guidati da Forty Creek, Carolans, Frangelico e gli aperitivi (Campari e Aperol). SKYY Vodka è risultata negativa, nonostante l’andamento delle depletion sia migliorato, per effetto di attivazioni on-premise sulla marca.

L’area Sud Europa, Medio Oriente e Africa[6] (33,9% del totale nel primo trimestre 2016) ha registrato una crescita complessiva del +3,9%, attribuibile a una crescita organica del +4,8%, a un effetto cambi del +0,1% e a una variazione di perimetro del -1,0%. Il mercato italiano (26,1% del totale e 77,1% dell’area) ha evidenziato unacrescita organica (+2,4%), grazie a risultati molto soddisfacenti per tutto il portafoglio aperitivi, in particolare Campari (+44,0%) e Aperol (+10,5%), traendo beneficio anche dalla Pasqua anticipata che ha amplificato il trend di consumi complessivamente positivo. La performance complessiva è stata parzialmente penalizzata dagli aperitivi monodose per effetto della base di confronto sfavorevole (in particolare Crodino). Averna ha registrato una buona performance, grazie all’incrementato focus all’interno dell’organizzazione commerciale del Gruppo. Gli altri paesi dell’area (7,2% del totale e 22,9% dell’area) hanno confermato complessivamente risultati organici positivi (+14,0%), grazie alla forte crescita, in particolare in Francia (Aperol, Appleton Estate, GlenGrant e Riccadonna), Sud Africa (SKYY, Wild Turkey, GlenGrant and Cinzano vermouth), parzialmente mitigata dalla debolezza in Nigeria (Campari), penalizzata dalla prolungata instabilità socio-economica e dal temporaneo rallentamento registrato nel canale duty free.

L’area Nord, Centro ed Est Europa (17,9% del totale nel primo trimestre 2016) ha registrato una crescita complessiva del +9,8%, attribuibile a una crescita organica del +13,3%, a un effetto cambi pari a -2,3%, per effetto della svalutazione del Rublo, e a una variazione di perimetro pari al -1,2%, per effetto della cessazione dei contratti di distribuzione di brand di terzi. Le vendite in Germania (9,9%del totale e 55,2% dell’area) hanno registrato una variazione organica positiva pari al+10,6%, in un trimestre caratterizzato da bassa stagionalità, trainata da Aperol, SKYY Vodka, Frangelico e Ouzo 12. La performance positiva di Campari ha contribuito positivamente alla crescita complessiva. Le vendite in Russia (1,3% del totale e 7,1% dell’area) hanno registrato una performance organica positiva (+27.7%), in un trimestre poco significativo, guidata da Mondoro e Cinzano (spumanti e vermouth), grazie a volumi invariati e a una riduzione delle politiche promozionali rispetto a una limitata base di confronto. Tuttavia, le condizioni di mercato continuano a deteriorarsi per effetto della persistente instabilità macroeconomica e da un aumento del rischio di credito. Gli altri paesi dell’area (6,7% del totale e 37,7% dell’area) hanno evidenziato complessivamente una crescita organica positiva (+14,6%), principalmente guidata dal Regno Unito (Aperol, Campari, Frangelico e Wild Turkey), oltre agli aperitivi e whisky nei mercati dell’Europa Centrale e dell’Est.

Le vendite nell’area Asia-Pacifico (7,1% del totale nel primo trimestre 2016) sono diminuite complessivamente del -1,1%, attribuibile a una crescita organica del +5,8%, a un effetto cambi pari a -6,8% e a un effetto perimetro pari a -0,1% La performance organica in Australia (pari al 5,5% del totale e al 78,0% dell’area) è stata positiva e pari a +21,5%, trainata da Wild Turkey, Wild Turkey ready-to-drink, Aperol, SKYY ready-to-drink e Espolòn. La tempistica delle attività locali di co-packing ha contribuito positivamente alla crescita organica complessiva nel primo trimestre del 2016. Gli altri paesi dell’area (1,6% del totale e 22,0% dell’area) hanno registrato una variazione organica complessiva pari a -27,3%, dovuta principalmente al Giappone. In questo mercato la performance positiva di GlenGrant è stata più che compensata dalla riduzione di Wild Turkey e SKYY Vodka, per effetto dello slittamento degli ordini, che saranno riassorbiti nella seconda parte dell’anno. La Cina è risultata negativa per effetto del rallentamento generale dell’economia.

In riferimento ai brand a priorità globale nel primo trimestre 2016, Campari ha evidenziato una performance organica molto positiva (+21,4%). Il risultato è stato trainato dalla performance molto positiva in Italia, favorita anche dalla Pasqua anticipata, Argentina e Giamaica, oltre all’andamento positivo degli altri mercati quali Regno Unito, Canada e Germania. Il risultato positivo è stato solo parzialmente compensato dalla debolezza in Brasile, in un trimestre caratterizzato da bassa stagionalità.

Aperol ha evidenziato una crescita organica pari al +24,7%, trainata dalla performance molto positiva ottenuta nei mercati principali (in particolare Italia e Germania), oltre al forte sviluppo positivo in tutti i mercati ad alto potenziale (in particolare Francia, Regno Unito e Spagna) e in fase di sviluppo (in particolare Stati Uniti, Australia, Brasile, Cile e il canale duty free).

Le vendite di SKYY hanno registrato una crescita organica positiva (+5,9%), principalmente guidata dagli Stati Uniti (+2,6%), influenzati anche dalla tempistica favorevole degli shipment che saranno riassorbiti nei prossimi trimestri. Italia, Germania e Argentina hanno mostrato risultati molto positivi. Questi fattori hanno compensato interamente la debolezza registrata in Cina e Brasile.

Wild Turkey ha registrato una performance organica positiva e pari a +1,9%, per effetto dei risultati molto soddisfacenti nel mercato chiave statunitense (trainati da Wild Turkey bourbon e American Honey) e australiano (trainato da Wild Turkey bourbon), che hanno permesso di compensare lo slittamento degli ordiniin Giappone.

I rum giamaicani, inclusi Appleton Estate, J.Wray e Wray&Nephew Overproof, hanno evidenziato una variazione organica positiva pari al +1,6%, che è stata influenzata negativamente dalla base di confronto sfavorevole (+19,6% nel primo trimestre 2015). La performance è stata principalmente guidata dal mercato principale statunitense (+9,4%, in particolare Appleton Estate) e inglese (+11,2%, in particolare Wray&Nephew Overproof), mentre la performance in Giamaica stata influenzata negativamente dallo slittamento degli ordini per effetto della tempistica di incremento di prezzo.

In riferimento ai brand a priorità regionale, Cynar ha conseguito una crescita organica positiva (+10,9%), principalmente trainata dai continui risultati positivi ottenuti in Italia, Stati Uniti e Argentina. Averna e Braulio hanno mostrato risultati molto positivi (+61.6%), trainati daItalia, Stati Uniti e Argentina, grazie all’incrementato focus all’interno dell’organizzazione commerciale del Gruppo. GlenGrant ha registrato una crescita organica positiva (+28,5%), guidata da Francia e Stati Uniti. Forty Creek ha registrato risultati deboli (-3,7%), mostrando una buona performance in Canada che è stata però compensata da un calo negli Stati Uniti. Carolans ha registrato una crescita organica pari a +6,8%, grazie alla forte crescita ottenuta in Canada, e Frangelico ha conseguito una crescita del +8,2%, grazie un’ottima progressione Germania. Espolòn ha registrato una crescita organica pari a +67,6%, guidata dalla continua crescita a doppia cifra nel mercato principale statunitense, e nei nuovi mercati, sostenuti da iniziative di brand building di successo (in particolare Austria, Brasile e Italia). Cinzano ha registrato una variazione organica pari al +5,3%. In particolare, gli spumanti sono stati influenzati dai risultati positivi ottenuti in Germania e Russia, ma sono stati impattati negativamente dalla debolezza in Italia. In relazione al vermouth,la crescita positiva è stata guidata da Argentina, Russia e Sud Africa. Gli altri spumanti (Riccadonna e Mondoro) sono aumentati a livello organico del +64,1%, per effetto della forte crescita in Francia (in particolare Riccadonna) e il recupero in Russia (in particolare Mondoro.

Per quanto riguarda i brand a priorità locale, per gli aperitivi monodose italiani, Campari Soda è stato leggermente negativo (-3,7%), mentre Crodino ha registrato una performance organica negativa (-13,6%) per effetto della base di confronto sfavorevole in Italia (+16,2% nel primo trimestre 2015). La gamma australiana Wild Turkey ready-to-drink è cresciuta del +12,1% a livello organico. I brand brasilianiDreher e Sagatiba hannoregistrato una riduzione complessiva pari a -27,3%. Ouzo 12 ha evidenziato una performance positiva (+13,8%), grazie alla forte crescita nel mercato principale tedesco.



[1] Risultato della gestione corrente prima dei costi di struttura.

[2] Utile del Gruppo prima delle imposte rettificato per gli oneri non ricorrenti pari a € (6,0) milioni nel primo trimestre 2016 e pari a € 3,9 milioni nel primo trimestre 2015.

[3] Principalmente imputabili alla prima tranche di costi di transazione relativa a SPML (€ 2,5 milioni) e a svalutazioni conseguenti a cessione di business.

[4] Utile del Gruppo prima delle imposte rettificato per gli oneri non ricorrenti pari a € (6,0) milioni nel primo trimestre 2016 e pari a € 3,9 milioni nel primo trimestre 2015.

[5] Acquisizione iniziale di azioni, corrispondenti a 17,19% in piena proprietà, 1,06% in nuda proprietà e 1,54% in usufrutto del capitale di SPML, nell’ambito dell’accordo, raggiunto il 15 marzo 2016, con i membri della famiglia azionista di controllo di SPML per acquisire il controllo della società, proprietaria di Grand Marnier. In base ai termini dell’accordo Gruppo Campari lancerà un’Offerta Pubblica d’Acquisto amichevole sulle azioni rimanenti di SPML. Contestualmente all’acquisizione della quota iniziale in SPML, Gruppo Campari ha siglato un accordo in esclusiva con SPML per la distribuzione del portafoglio di spirit Grand Marnier a livello mondiale a partire dal 1 luglio 2016. L’acquisto del 100% di SPML comporterà un Equity Value totale implicito pari a € 684 milioni e un Enterprise Value implicito pari a € 652 milioni.

[6] Include il canale duty free.

Data di pubblicazione: 
09 mag 2016
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Ultima modifica 09 mag 2016