Gruppo Campari annuncia i risultati annuali 2016

Delivery strategica: nel 2016 risultati solidi sia a livello complessivo che organico
di tutti i principali indicatori di performance

 

Crescita sostenuta sia top che bottom line grazie al continuo miglioramento del mix delle vendite per brand e mercato e alla rilevante contribuzione dell’acquisizione di Grand Marnier

 

Vendite: +4,2%, crescita organica +4,7%

Brand a priorità globale: +6,3% e regionale[1]:+9,3%

EBITDA rettificato: +6,6%, crescita organica +4,4%

Utile netto rettificato del Gruppo: +7,0%

Forte miglioramento del free cash flow: +21,6%

 

Dividendo annuale proposto di € 0,045 per azione, invariato rispetto all’anno precedente, rettificato sulla base del frazionamento proposto di 1 a 2 azioni[2]

 

 

2016 IN SINTESI

  • Vendite: € 1.726,5 milioni (+4,2%, variazione organica +4,7%)

  • Margine di contribuzione: € 676,0 milioni (+7,2%, variazione organica +5,8%, 39,2% delle vendite)

  • EBITDA rettificato[3]: € 405,3 milioni (+6,6%, variazione organica +4,4%, 23,5% delle vendite)

        • EBIT rettificato3 € 352,5 milioni (+6,0%, variazione organica +3,6%, +20,4% delle vendite)

        • Rettifiche operative e finanziarie negative pari a € 57,8 milioni prima delle tasse (€ 32,3 milioni dopo le tasse) dovute a costi di transazione, oneri di ristrutturazione e oneri finanziari non ricorrenti

  • Utile netto rettificato del Gruppo[4]: € 198,6 milioni (+7,0%). Utile netto del Gruppo € 166,3 milioni (-5.2%)

  • L’effetto di consolidamento dell’acquisizione Grand Marnier è stato pari a € 81,5 milioni sulle vendite e
    € 16,1 milioni sull’EBIT rettificato, inclusi nella crescita esterna del Gruppo

  • Debito finanziario netto: € 1.199,5 milioni al 31 dicembre 2016 (€ 825,8 milioni al 31 dicembre 2015), a seguito del pagamento del dividendo pari a € 52,1 milioni e dell’acquisizione di Grand Marnier (€ 584,1 milioni[5], al netto dei proventi dalle cessioni di business), grazie alla forte generazione di cassa

  • Free cash flow: € 243,2 milioni (+21,6%)

  • Dividendo annuale proposto per l’esercizio 2016 di € 0,045 per azione, invariato rispetto al dividendo distribuito l’anno precedente, rettificato sulla base del frazionamento azionario proposto

    Bob Kunze-Concewitz, Chief Executive Officer: ‘Nel 2016 abbiamo continuato a generare una solida crescita per tutti gli indicatori di performance, sia complessiva che organica. Abbiamo raggiunto questi risultati grazie all’andamento sostenuto e superiore alla crescita media del Gruppo dei brand a priorità globale e regionale nei principali mercati sviluppati a elevata marginalità. Questa performance ha contribuito a compensare le sfide nei mercati emergenti e la contrazione del businessnon core e a bassa marginalità dello zucchero in Giamaica. La progressione favorevole della marginalità operativa, in parte mitigata da una maggiore crescita in alcuni mercati emergenti a minore marginalità (Argentina e Russia), è stata raggiunta grazie alla consistente implementazione della nostra strategia di crescita, portando a un continuo miglioramento del mix delle vendite per brand e per mercato, in linea con i nostri obiettivi. Il business ha inoltre beneficiato dell’effetto perimetro positivo, in linea con le aspettative, guidato da Grand Marnier, al netto delle cessioni di business non strategici e a minore marginalità. Guardando al 2017, le prospettive rimangano sostanzialmente bilanciate. Con riferimento al quadro macroeconomico, riteniamo che l’incertezza del quadro politico nei mercati sviluppati, e le difficoltà nei mercati emergenti possano influenzare i trend di consumo e delle valute. Rimaniamo comunque fiduciosi nel conseguimento di una performance positiva e profittevole del business sull’anno, guidata dalla crescita sostenuta del nostro portafoglio premium, che farà leva sulla rafforzata struttura distributiva e sugli investimenti in brand building. In particolare, in termini di driver di crescita, ci aspettiamo che la continua performance superiore alla media del Gruppo delle priorità globali a elevata marginalità nei principali mercati sviluppati e il progressivo recupero del business dello zucchero in Giamaica, possano continuare a guidare l’espansione del margine operativo lordo. Tale effetto potrebbe essere mitigato da un atteso aumento dei costi dei materiali (quali inflazione nei mercati emergenti e prezzo dell’agave). Inoltre, ci aspettiamo che gli investimenti in brand building subiscano un’accelerazione, sia per una maggiore pressione sulle marche a priorità globale nei mercati ad alto potenziale e in quelli in fase di sviluppo, con un maggiore focus in campo digitale; sia per l’effetto dovuto al perimetro, a seguito dell’uscita del Gruppo dal business dei vini fermi (a bassa intensità di spese di marketing). Ci aspettiamo che tale accelerazione possa essere maggiormente visibile nella prima parte del 2017, per effetto della tempistica di alcune importanti campagne avviate di recente. Contestualmente, ci aspettiamo un aumento nella crescita dei costi di struttura nella prima parte del 2017, con una normalizzazione prevista nella seconda metà dell’anno, principalmente per effetto delle iniziative di rafforzamento della rete distributiva. Infine, il business beneficerà sull’anno intero del consolidamento di Grand Marnier, grazie alla rafforzata rete distributiva negli Stati Uniti e all’avvio dell’esecuzione della strategia di rilancio del brand. Da ultimo, l’effetto perimetro, che includerà il contributo di Grand Marnier fino alla prima metà dell’anno, rifletterà altresì l’uscita del Gruppo da business non strategici e a minore marginalità (quali vini fermi e agency brand). In particolare, ci aspettiamo che tali cessioni abbiano un effetto netto negativo complessivamente pari a € 40 milioni sulle vendite e € 4 milioni sull’EBIT, con un effetto accrescitivo sui margini operativi consolidati.’.

     

    Milano, 28 febbraio 2017-Il Consiglio di Amministrazione di Davide Campari-Milano S.p.A. (Reuters CPRI.MI-Bloomberg CPR IM) ha approvato il progetto di bilancio di esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2016.

     

    RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 DICEMBRE 2016

 

1 gennaio-

31 dicembre 2016
€ milioni

1 gennaio-

 31 dicembre 2015

€ milioni

Variazione

Totale

Crescita organica

Effetto

Cambio

Variazione di perimetro

Vendite nette

1.726,5

1.656,8

+4,2%

+4,7%

-3,3%

+2,8%

Margine di contribuzione[6]

676,0

630,8

+7,2%

+5,8%

-2,7%

+4,0%

EBITDA rettificato

405,3

380,1

+6,6%

+4,4%

-2,1%

+4,4%

EBIT rettificato

352,5

332,7

+6,0%

+3,6%

-1,9%

+4,3%

EBITDA

372,1

357,1

4,2%

 

 

 

EBIT

319,4

309,8

3,1%

 

 

 

Utile netto del Gruppo

166,3

175,4

-5,2%

 

 

 

Utile netto rettificatodel Gruppo

198,6

185,6

+7,0%

 

 

 

                 

 


 

RISULTATI DEL 2016

Nel 2016, le vendite nette del Gruppo sono state pari a €1.726,5 milioni, registrando un incremento del +4,2%. La crescita organica delle vendite è stata pari a +4,7%, trainata dalla forte crescita organica dei brand priorità Globale (+6,3%) e Regionale (+9,3%) a elevata marginalità, parzialmente compensata da un effetto cambi pari a -3,3%, dovuto alla svalutazione delle principali valute del Gruppo, principalmente nei mercati emergenti. Il Dollaro USA risulta sostanzialmente stabile. L’effetto perimetro, pari a +2,8%, è attribuibile all’effetto combinato dell’acquisizione di Grand Marnier, consolidata dal 1 luglio 2016, della terminazione di alcuni contratti di distribuzione e della cessione di business non strategici.

Il margine lordo è stato € 984,6 milioni, in aumento del +7,4% (+5,8% variazione organica) e pari al 57,0% delle vendite.

Le spese per pubblicità e promozioni sono state € 308,6milioni, in aumento del +7,8% e pari al 17,9% delle vendite.

Il margine di contribuzione, ovvero il margine lordo dopo le spese per pubblicità e promozioni, è stato € 676,0 milioni, in aumento del +7,2% (+5,8% variazione organica) e pari al 39,2% delle vendite.

I costi di struttura, ovvero i costi delle organizzazioni commerciali e i costi generali e amministrativi sono stati € 323,5 milioni, pari al 18,7% delle vendite e in aumento del +8,5%, per effetto del rafforzamento della rete commerciale nei nuovi mercati, e l’irrobustimento delle capacità distributiva on-premise negli Stati Uniti, oltre all’effetto inflattivo nei mercati emergenti.

L’EBITDA rettificato è stato € 405,3 milioni, in aumento del +6,6% (+4,4% variazione organica), pari al 23,5% delle vendite.

L’EBIT rettificato è stato € 352,5 milioni, in aumento del +6,0% (+3,6% variazione organica), pari al 20,4% delle vendite.

Le rettifiche di proventi (oneri) operativi sono state negative per € 33,2 milioni, di cui € 8,8 milioni imputabili ai costi di transazione di Grand Marnier e i restanti imputabili a oneri per progetti di ristrutturazione cessione di asset.

L’EBITDA è stato € 372,1 milioni, in aumento del +4,2% e pari al 21,6% delle vendite.

L’EBIT è stato € 319,4 milioni, in aumento del +3,1% e pari al 18,5% delle vendite.

Gli oneri finanziari netti sono stati pari a € 58,6 milioni, in diminuzione di € 2,3 milioni.

Le rettifiche di proventi e oneri finanziari sono state negative per € 24,6 milioni e sono principalmente attribuibili a oneri finanziari non ricorrenti, attribuibili alle operazioni di rifinanziamento del debito (rimborso anticipato delle tranche di US Private Placement)completatea settembre 2016 pari a € 29,1 milioni, al netto di altri proventi finanziari pari a € 4,5 milioni.

L’utile netto rettificato del Gruppo, i.e. prima delle rettifiche negative operative e finanziarie (pari a € 57,8 milioni prima delle tasse, € 32,3 milioni dopo le tasse) è stato pari a € 198,6 milioni (+7,0%).

L’utile netto del Gruppo è stato di € 166,3 milioni, in diminuzione del -5,2%.

In relazione all’effetto perimetro (€ 46,2 milioni sulle vendite e € 14,4 milioni sull’EBIT rettificato), il contributo di Grand Marnier è stato pari a € 81,5 milioni sulle vendite e € 16,1 milioni sull’EBIT rettificato.

Al 31 dicembre 2016 l’indebitamento finanziario netto è pari a € 1.199,5 milioni (€ 825,8 milioni al 31 dicembre 2015), a seguito del pagamento del dividendo pari a € 52,1 milioni e dell’acquisizione di Grand Marnier (€ 584,1 milioni al netto dei proventi dalle cessioni di business), grazie alla forte generazione di cassa. Il Free cash flow è stato pari a € 243,2 milioni nel 2016 (+21,6%).

Il rapporto tra debito finanziario netto ed EBITDA pro-forma al 31 dicembre 2016 è pari a 2,9 volte, rispetto a 2,2 volte al 31 dicembre 2015.

 


 

ANALISI DELLE VENDITE CONSOLIDATE DEL 2016

In termini di risultati per area geografica, le vendite nell’area Americhe (42,1% del totale nel 2016) hanno registrato una variazione complessiva del +3,5%, determinata da una variazione organica del +2,9%, un effetto cambi del -6,1% e un effetto perimetro pari a +6,7%. Gli Stati Uniti diventano il mercato principale del Gruppo in termini di vendite, con un peso del 24,8% sulle vendite totali. Le vendite hanno registrato una variazione organica positiva del +2,1%, influenzate da una contrazione nel quarto trimestre per effetto del ribilanciamento degli ordini in vista di cambi distributivi. I principali driver di crescita sono stati la performance positiva di Wild Turkey (+1,4%), le specialty italiane, in particolare Aperol (+42,8%) e Campari. Espolòn continua a mostrare un andamento molto positivo registrando una crescita a doppia cifra. Le vendite in Giamaica (4,6% del totale) hanno registrato una variazione organica pari a -2,1%, interamente attribuibile all’effetto negativo del business non-core dello zucchero. La maggior parte della contrazione è stata recuperata nella seconda parte dell’anno grazie a una forte performance degli spirit. L’andamento organico complessivo in Giamaica, escludendo l’effetto negativo dello zucchero, è stato pari a +12,9%. Campari ha registrato una crescita a tripla cifra e i rum giamaicani hanno mostrato una crescita a doppia cifra. Le vendite in Brasile (3,3% del totale) hanno mostrato una diminuzione organica pari al -12,7%, dovuta alle difficili condizioni di mercato, con consumi influenzati dalla debolezza macroeconomica. Le vendite in Argentina (2,6% del totale) hanno evidenziato una forte crescita organica a doppia cifra (+42,3%), nonostante un contesto debole, trainate dalla buona performance dei brand premium, quali Cinzano, SKYY e Aperol, e dalla componente prezzo positiva per compensare l’inflazione locale. Le vendite in Canada (3,1% del totale) hanno registrato una performance organica complessiva positiva pari a +4,8%, guidata da Forty Creek (+5,4%) e dagli aperitivi (Aperol e Campari). La performance dei rum giamaicani è stata influenzata dalla transizione alla nuova gamma e all’introduzione di nuovi packaging. Le vendite in Messico (1,5% del totale) hanno registrato una crescita a doppia cifra pari a +17,0%, guidata dalla performance SKYY ready-to-drink e dei rum giamaicani.

L’area Sud Europa, Medio Oriente e Africa[7] (30,9% del totale nel 2016) ha registrato una crescita complessiva del +1,4%, attribuibile a una crescita organica del +2,6%, a un effetto cambi neutrale e a una variazione di perimetro del -1,2%. Il mercato italiano (23,6% del totale) ha evidenziato una performance organica complessivamente in linea con l’anno precedente (+0,3%), mitigata dalla debolezza del business dei vini, ceduti nel corso degli ultimi mese. La crescita dell’Italia, rettificata per i business ceduti, è pari al +1,0%. Gli aperitivi hanno mostrato un trend positivo, in particolare Aperol (+4,4%) e Campari (+10,7%), confermata anche dai continui dati positivi di sell out. Averna, Cinzano, Braulio, e anche Skyy Vodka, hanno continuato a registrare una crescita a doppia cifra. Gli altri paesi dell’area (7,3% del totale) hanno confermato complessivamente risultati organici molto positivi (+11,6%), grazie alla crescita eccezionale in Francia (+54,1% trainata principalmente da Aperol, Campari, GlenGrant e Riccadonna), oltre alla buona performance in Spagna (Aperol) e in Grecia (Campari e Aperol in crescita a doppia cifra). Il canale duty free ha registrato una crescita pari a +11,9%, principalmente trainata da GlenGrant, Aperol, Campari, Averna e Bulldog, oltre al trend positivo di Frangelico e Ouzo 12.

L’area Nord, Centro ed Est Europa (19,9% del totale nel 2016) ha registrato una crescita complessiva del +9,6%, attribuibile a una crescita organica del +11,9%, a un effetto cambi pari al -10,7% e a una variazione perimetro pari a +1,1%. Le vendite in Germania (10,2% del totale) hanno registrato una variazione organica molto positiva pari a+6,0%, trainata dalla continua performance superiore alla media di Aperol (+11,3%), Ouzo (+7,4%) e Averna (+11,8%), oltre al trend positivo di Frangelico, Campari e SKYY, nonostante la debolezza registrata da Cinzano. Le vendite in Russia (2,2% del totale) hanno registrato una performance organica positiva (+27,7%), beneficiando del trend di normalizzazione a seguito di un 2015 molto debole (-41,1%), quando le condizioni macroeconomiche e la svalutazione del Rublo hanno determinato una forte debolezza dei consumi, e misure precauzionali sul credito da parte del Gruppo. Sia Cinzano sia Mondoro hanno registrato una crescita a doppia cifra e le specialty italiane, in particolare Aperol e Campari, mostrano segnali positivi, partendo da una base contenuta. Gli altri paesi dell’area (7,6% del totale) hanno evidenziato complessivamente una crescita organica positiva (+16,1%), principalmente guidata dal Regno Unito (+47,4%), grazie al continuo sviluppo positivo di Aperol e Campari, i rum giamaicani, Bulldog e Wild Turkey. In Svizzera, Austria e nei restanti mercati del Nord ed Est Europa il portafoglio dei brand italiani ha registrato uno sviluppo positivo.

Le vendite nell’area Asia-Pacifico (7,2% del totale nel 2016) sono cresciute complessivamente del +6,4%, attribuibile a una crescita organica del +6,0%, a un effetto cambi pari a -1,1% e a un effetto perimetro pari a +1,5%. La performance organica in Australia (pari al 5,0% del totale) è stata positiva e pari a +7,2%, grazie a Aperol, al portafoglio di Wild Turkey ready-to-drink, e SKYY Vodka.Risultati positivi derivano anche da Campari, Espolòn e GlenGrant, in crescita a doppia cifra, e dal rum Baron Samedi, lanciato recentemente. L’attività di picco non ripetibile nel business locale di co-packing ha contribuito alla performance positiva ottenuta nell’anno. Gli altri paesi dell’area (2,2% del totale) hanno registrato una variazione organica complessiva pari al +3,2%, grazie alla performance molto positiva della Nuova Zelanda. La riduzione in Giappone (-1,4%), è imputabile alla problematica di slittamento degli ordini e alle sfide di route-to-market, mentre GlenGrant ha registrato risultati positivi. Le condizioni di mercato in Cina continuano a rimanere difficili.

In riferimento ai brand a priorità globale (pari al 48,9% del totale) nel 2016, Aperol evidenzia una crescita organica pari a +18,5%, trainata dalla performance molto positiva ottenuta nei mercati principali (Italia +4,4%, Germania in crescita a doppia cifra e Francia a tripla cifra) e ad alto potenziale, oltre alle nuove attivazioni nei mercati in fase di sviluppo per la marca (Stati Uniti, Canada, Brasile, Argentina, Cile e Australia in forte crescita a doppia cifra).

Le vendite di SKYY hanno registrato una variazione organica pari a -1,4%, per effetto della performance di SKYY Infusions che ha influito negativamente sui risultati. La marca principale SKYY Vodka è risultata leggermente positiva (+0,2%), nonostante la base di confronto sfavorevole (+1,7% nell’anno 2015). SKYY continua a mantenere quota di mercato nel mercato principale molto competitivo statunitense, mentre continua a espandere le vendite nei mercati internazionali (pari al 22,2% delle vendite globali).

Campari ha evidenziato una crescita organica molto positiva (+8,6%), grazie alla performance molto sostenuta in Italia (+10,7%), alla continua crescita a doppia cifra in Argentina, che è diventato il secondo mercato per la marca, oltre a buoni risultati in Stati Uniti, Germania, Francia e Regno Unito. Il risultato positivo è stato parzialmente compensato dal Brasile, a causa della debolezza dei consumi.

Wild Turkey ha registrato una performance organica positiva e pari a +1,0%, per effetto dei risultati positivi nel mercato principale statunitense (+1,4%) e nei mercati in sviluppo quali il Regno Unito e il Canada, in crescita a doppia cifra. La performance di Wild Turkey bourbon (+1,7%) ha risentito dello slittamento del lancio di una nuova offerta e una base di confronto sfavorevole, mentre American Honey ha mostrato una leggera contrazione.

I rum giamaicani, inclusi Appleton Estate, J.Wray e Wray&Nephew Overproof, hanno evidenziato una variazione organica positiva pari al +2,0%, rispetto a una difficile base di confronto con l’anno precedente in crescita a doppia cifra. La performance è stata guidata dalla Giamaica (+11,6%), oltre forte crescita in Perù e Messico e a una progressione favorevole nei mercati in fase di sviluppo (Regno Unito, Francia, Nuova Zelanda e Australia). Il trend complessivo è stata mitigato dalla performance nei mercati principali degli Stati Uniti e del Canada dovuta alla transizione alla nuova gamma e packaging.

In riferimento ai brand a priorità regionale (pari al 16,7% del totale), Cynar ha conseguito una crescita organica complessivamente positiva (+1,8%), principalmente trainata da Italia e Stati Uniti. Averna e Braulio hanno mostrato risultati molto positivi (+18,7%), trainati dai risultati positivi di Braulio nel mercato principale Italianoe da una forte crescita a doppia cifra di Averna nei mercati principali europei, oltre agli Stati Uniti e al canale duty free. GlenGrant ha registrato una crescita organica positiva (+11,1%), principalmente guidata da Francia, dal canale duty free e dall’area Asia-Pacifico. Forty Creek ha registrato una buona performance (+1,0%), mostrando una buona crescitain Canada che è stata però compensata dalla debolezza degli shipment negli Stati Uniti. Carolans ha registrato una variazione organica pari al -1,2%: i buoni risultati in Canada, Portogallo, Russia e Messico sono stati compensati dalla debolezza in alcuni altri mercati. Frangelico ha conseguito una crescita del +4,6%, trainata da Germania e Regno Unito. Espolòn continua a registrare una crescita organica a doppia cifra pari a +38,6%, guidata dalla eccezionale performance a doppia cifra nel mercato principale statunitense (+41,9%) e della dinamica favorevole nei nuovi mercati (in particolare Australia e Canada, ma anche Italia e Regno Unito). Cinzano ha registrato una variazione organica pari al +2,2%. In particolare, la performance molto positiva di Cinzano vermouth, grazie all’Argentina e alla Russia, è stata parzialmente compensata dalla debolezza inGermania e dalla contrazione nel Regno Unito. La contrazione delle vendite degli spumanti, principalmente attribuibile ai mercati principali (Italia e Germania), è stata in parte mitigata dai risultati positivi nei mercati dell’Europa dell’Est e negli Stati Uniti. Gli altri spumanti (Riccadonna e Mondoro) sono cresciuti a livello organico del +25,6%, per effetto della performance positiva in Russia (Mondoro) e in Francia (Riccadonna).

Per quanto riguarda i brand a priorità locale (pari al 12,7% del totale), per gli aperitivi monodose italiani, Campari Soda è risultato negativo (-2,4%) a causa del mercato principale italiano, nonostante i risultati positivi del quarto trimestre, e Crodino è risultato negativo (-3,3%), nonostante il declino sia stato parzialmente mitigato da uno sviluppo positivo nei mercati dell’Europa Centrale. La gamma australiana Wild Turkey ready-to-drink è cresciuta del +0,8% a livello organico. I brand brasilianiDreher e Sagatiba hannoregistrato una riduzione complessiva pari a -0,3%. Ouzo 12 ha evidenziato una performance positiva (+7,0%), grazie alla forte crescita nel mercato principale tedesco.

 

altre delibere

 

Frazionamento azionario. Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre all’Assemblea degli Azionisti, convocata in via straordinaria e ordinaria per il 28 aprile 2017, il frazionamento delle 580.800.000 azioni di valore nominale € 0,10 che costituiscono l'attuale capitale sociale mediante l'emissione di due nuove azioni di valore nominale € 0,05 cadauna in sostituzione di ciascuna azione esistente. Le nuove azioni avranno godimento 1 gennaio 2016 e l'attuale capitale sociale versato di € 58.080.000 (che rimarrà invariato) risulterà suddiviso in 1.161.600.000 azioni.

L’operazione di frazionamento verrà eseguita entro la prima metà del mese di maggio 2017. L’esecuzione del frazionamento del capitale comporterà il dimezzamento del valore corrente del prezzo del titolo e, contestualmente, il raddoppio del numero di azioni.

Dividendo. Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre all’Assemblea la distribuzione di un dividendo annuale per l’esercizio 2016 di € 0,045 per ciascuna delle azioni risultanti dal frazionamento proposto (invariato rispetto al dividendo distribuito per l’esercizio 2015 su base rettificata). In ipotesi di non esecuzione del frazionamento azionario, il dividendo proposto verrebbe corrisposto nella misura di € 0,09 per azione (invariato rispetto al dividendo distribuito per l’esercizio 2015, su base non rettificata).

Il dividendo verrà posto in pagamento il 24 maggio 2017 (con stacco cedola numero 1, in ipotesi di frazionamento azionario, il 22 maggio 2017, in conformità al calendario di Borsa Italiana, e record date 23 maggio 2017). Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato quindi di convocare l’Assemblea ordinaria degli Azionisti il 28 aprile 2017 per approvare il bilancio al 31 dicembre 2016.

Resoconti intermedi di gestione. Si segnala che il Gruppo intende proseguire con la pubblicazione dell’informativa finanziaria periodica aggiuntiva trimestrale, in forme e contenuti sostanzialmente in linea con quelli previsti dalla disciplina previgente e in modo coerente e comparabile con le corrispondenti informazioni contenute nelle relazioni finanziarie precedentemente diffuse. In particolare, l’informativa trimestrale continuerà a fornire una descrizione degli eventi significativi del periodo, dell’andamento delle vendite del Gruppo suddivise per area geografica, del risultato ante imposte del Gruppo; relativamente alla situazione patrimoniale, l’informativa sarà limitata all’indebitamento finanziario netto consolidato. L’informativa finanziaria periodica sarà pubblicata secondo il calendario degli eventi societari pubblicato il 15 novembre 2016 e disponibile sul sito di Gruppo Campari. Inoltre, l’informativa finanziaria periodica trimestrale verrà pubblicata entro 45 giorni dalla chiusura del primo e del terzo trimestre di ogni anno, dopo l’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione.

Azioni proprie. Il Consiglio di Amministrazione ha approvato la relazione all’Assemblea relativamente alla delibera di autorizzazione all’acquisto e/o all’alienazione di azioni proprie finalizzate principalmente a servire i piani di stock option. L’autorizzazione viene richiesta per l’acquisto e/o l’alienazione di azioni che, tenuto conto delle azioni proprie in portafoglio, con riferimento all’acquisto, non potranno essere superiori al limite complessivo del capitale sociale previsto dall’articolo 2357 del codice civile. L’autorizzazione viene richiesta sino al 30 giugno 2018. Il corrispettivo unitario per l’acquisito e/o l’alienazione non sarà inferiore del 25% nel minimo e superiore del 25% nel massimo al prezzo medio di riferimento registrato dal titolo nelle tre sedute di borsa precedenti ogni singola operazione di acquisto.

Stock option. Il Consiglio di Amministrazione propone all’Assemblea di approvare un piano di stock option ai sensi dell’articolo 114-bis TUF, predisposto in conformità al Regolamento per l’attribuzione di stock option in vigore, riservato a soggetti diversi dagli amministratori della Capogruppo, attribuendo ai competenti organi ogni potere per procedere all’attuazione del piano stesso entro il 30 giugno 2018.

Relazione sulla remunerazione. Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre all’Assemblea la Relazione sulla Remunerazione predisposta ai sensi dell’articolo 123-ter, 6° comma, TUF.



[1] I brand a priorità globale includono Campari, Aperol, SKYY, Wild Turkey e i rum giamaicani nel 2016. I brand a priorità regionale includono Cynar, GlenGrant, Espolòn, Frangelico, Carolans e Cinzano nel 2016.

[2] Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre all’Assemblea degli Azionisti, convocata il 28 aprile 2017, il frazionamento delle 580.800.000 azioni di valore nominale € 0,10 che costituiscono l'attuale capitale sociale mediante l'emissione di due nuove azioni di valore nominale € 0,05 cadauna in sostituzione di ciascuna azione esistente.

[3] EBITDA e EBIT prima di rettifiche di proventi e oneri operativi nel 2016 e nel 2015.

[4] Utile del Gruppo al netto delle rettifiche di proventi e oneri operativi e finanziari nel 2016 e 2015. Utile netto del Gruppo è stato di € 166,3 milioni, in diminuzione del -5,2%.

[5] Acquisizione di Grand Marnier, per un valore totale pari a € 682,9 milioni, a cui si aggiunge una corrispondente posizione finanziaria netta negativa (positiva) pari a € (32,5) milioni, al netto delle cessioni di business pari a € (65,0) milioni, a cui si aggiunge una corrispondente posizione finanziaria netta (negativa) positiva pari a € (1,4) milioni.

[6] Risultato della gestione corrente prima dei costi di struttura.

[7] Include il canale duty free.

Data di pubblicazione: 
28 feb 2017
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Ultima modifica 28 feb 2017