Gruppo Campari annucia i risultati del primo trimestre 2017

Inizio d’anno positivo, nonostante alcuni effetti transitori. Risultati in linea con le aspettative in un trimestre a bassa stagionalità

 

Crescita positiva sia a livello complessivo che organico per tutti gli indicatori di performance
grazie alla continua sovra performance delle brand prioritarie e dei mercati chiave
e al contributo positivo di Grand Marnier

 

Vendite +15,0%, crescita organica +5,7%

Brand a priorità globale +10,8% e regionale[1]+13,2%

EBIT rettificato +19,5%, crescita organica +1,6%

Utile del Gruppo prima delle imposte rettificato +56,0%

 

DATI PRINCIPALI DEL PRIMO TRIMESTRE 2017

  • Vendite € 376,6 milioni (+15,0%, variazione organica +5,7%)

  • Margine di contribuzione € 151,4 milioni (+19,4%, variazione organica +6,1%, 40,2% delle vendite)

  • EBITDA rettificato[2] € 78,6 milioni (+17,7%, variazione organica +2,6%, 20,9% delle vendite)

        • EBIT rettificato2 € 64,4 milioni (+19,5%, variazione organica +1,6%, +17,1% delle vendite)

  • Utile del Gruppo prima delle imposte rettificato[3] € 54,4 milioni (+56,0%). Utile del Gruppo prima delle imposte € 53,6 milioni, +56,7%

  • Effetto perimetro di Grand Marnier € 32,5 milioni sulle vendite, € 9,2 milioni sull’EBIT rettificato e € 10,2 milioni sull’EBITDA rettificato

  • Debito finanziario netto € 1.206,3 milioni al 31 marzo 2017 (€ 1.199,5 milioni al 31 dicembre 2016), dopo l’acquisizione di Bulldog, al netto della cessione del business vinicolo cileno, per un esborso di cassa di circa € 40 milioni

  • Raggiunto un accordo sul cosiddetto ‘Patent Box’ per gli anni di imposta 2015-2019: beneficio fiscale di
    € 12 milioni nel 2015 e stimato in circa € 16 milioni nel 2016, da contabilizzare nel primo semestre 2017

     

    Bob Kunze-Concewitz, Chief Executive Officer: ‘Abbiamo avuto un buon inizio d’anno 2017, con risultati in linea con le aspettative in un trimestre a bassa stagionalità. Abbiamo raggiunto una crescita sostenuta a livello sia complessivo che organico per tutti gli indicatori di performance,grazie al continuo miglioramento del mix delle vendite per prodotto e mercato. Questi risultati sono stati ottenuti nonostante la Pasqua posticipata e l’accelerazione pianificata degli investimenti pubblicitari e nelle nuove strutture distributive.

    Guardando all’anno in corso, le nostre prospettive rimangono sostanzialmente bilanciate e invariate. La situazione macroeconomica e politica rimane incerta nella maggior parte dei mercati sviluppati, mentre le sfide nelle economie dei mercati emergenti potranno persistere. Ciononostante, rimaniamo fiduciosi sul conseguimento di una performance positiva sull’anno. La continua sovra performance del portafoglio premium a elevata marginalità nei mercati sviluppati chiave, che beneficia del rafforzamento della nostra rete distributiva e delle attività di brand building, continuerà a generare un mix favorevole delle vendite e, di conseguenza, un’espansione del margine lordo che contribuirà a compensare alcuni aumenti dei costi dei materiali. L’evoluzione dei margini operativi nel corso dell’anno rifletterà l’accelerazione degli investimenti in pubblicità e nelle strutture distributive pianificata nella prima parte dell’anno, nonché la base di confronto dell’anno precedente. Inoltre, il business beneficerà del consolidamento di Grand Marnier per l’anno intero, sfruttando il potenziamento distributivo negli Stati Uniti e l’avvio della fase esecutiva del piano strategico della marca, così come le dismissioni di varie attività non-core e a bassa redditività.

    Infine, siamo lieti di annunciare il raggiungimento di un accordo con l’Agenzia delle Entrate che definisce i criteri per la quantificazione dei benefici fiscali rispetto al cosiddetto ‘Patent Box’ per il periodo 2015-2019. Il beneficio fiscale per il 2015 risulta pari a circa € 12 milioni, mentre per il 2016 si stima un valore pari a circa € 16 milioni, entrambi da contabilizzare nel conto economico del primo semestre del 2017.’

     

    Milano, 9 maggio 2017-Il Consiglio di Amministrazione di Davide Campari-Milano S.p.A. (Reuters CPRI.MI-Bloomberg CPR IM) ha approvato le informazioni finanziarie aggiuntive al 31 marzo 2017.

     

    RISULTATI CONSOLIDATI DEL PRIMO TRIMESTRE AL 31 MARZO 2017

 

1 gennaio-

31 marzo 2017
€ milioni

1 gennaio-

 31 marzo 2016

€ milioni

Variazione

Totale

Crescita organica

Effetto

Cambio

Variazione di perimetro

Vendite nette

376,6

327,4

+15,0%

+5,7%

+2,7%

+6,6%

Margine di contribuzione[4]

151,4

126,7

+19,4%

+6,1%

+2,6%

+10,8%

EBITDA rettificato

78,6

66,8

+17,7%

+2,6%

+1,9%

+13,2%

EBIT rettificato

64,4

53,9

+19,5%

+1,6%

+1,7%

+16,2%

EBITDA

77,8

60,8

+27,8%

 

 

 

EBIT

63,6

47,9

+32,6%

 

 

 

Utile del Gruppo prima delle imposte

53,6

34,2

+56,7%

 

 

 

Utile del Gruppo prima delle imposte rettificato

54,4

34,9

+56,0%

 

 

 

                 

 














RISULTATI DEL PRIMO TRIMESTRE 2017

Nel primo trimestre del 2017, le vendite nette del Gruppo sono state pari a 376,6 milioni, registrando un incremento del +15,0%. La crescita organica delle vendite è stata pari a +5,7%, trainata dalla forte crescita organica dei brand priorità Globale (+10,8%) e Regionale (+13,2%) a elevata marginalità, beneficiando di un effetto cambi pari a +2,7%, dovuto alla rivalutazione di alcune valute del Gruppo, tra cui il Dollaro USA, il Real Brasiliano, il Rublo Russo e il Dollaro Canadese. L’effetto perimetro, pari a +6,6%, è attribuibile all’effetto combinato dell’acquisizione di Grand Marnier, consolidata dal 1 luglio 2016, della terminazione di alcuni contratti di distribuzione e della cessione di business non strategici. Si ricorda che l’acquisizione di Bulldog London Dry Gin, conclusa nel mese di febbraio 2017, non ha prodotto effetti di perimetro, in quanto il brand era già integrato nel network distributivo del Gruppo.

Le spese per pubblicità e promozioni sono state 66,5milioni, in aumento a livello organico del +14,5% e pari al 17,7% delle vendite, per effetto della pianificazione prevista di alcune campagne marketing rilevanti.

Il margine di contribuzione, ovvero il margine lordo dopo le spese per pubblicità e promozioni, è stato € 151,4 milioni, in aumento in modo organico del +6,1% e pari al 40,2% delle vendite.

I costi di struttura, ovvero i costi delle organizzazioni commerciali e i costi generali e amministrativi, sono stati € 87,0 milioni, pari al 23,1% delle vendite e in aumento a livello organico del +9,3%, per effetto dell’ulteriore rafforzamento delle capacità distributive del Gruppo, quali il canale on-premise negli Stati Uniti e la nuova organizzazione commerciale in Sud Africa e Perù.

L’EBITDA rettificato è stato 78,6 milioni, in aumento del +17,7% (+2,6% variazione organica), pari al 20,9% delle vendite.

L’EBIT rettificato è stato € 64,4 milioni, in aumento del +19,5% (+1,6% variazione organica), pari al 17,1% delle vendite.

Le rettifiche di proventi (oneri) operativi sono state negative per € 0,8 milioni.

L’EBITDA è stato € 77,8 milioni, pari al 20,7% delle vendite.

L’EBIT è stato € 63,6 milioni, pari al 16,9% delle vendite.

L’utile del Gruppo prima delle imposte rettificato è stato 54,4 milioni, in aumento del +56,0%. L’utile del Gruppo prima delle imposte è stato di € 53,6 milioni, in aumento del +56,7%.

In relazione all’effetto perimetro (€ 21,7 milioni sulle vendite e € 8,7 milioni sull’EBIT rettificato), il contributo di Grand Marnier è stato pari a € 32,5 milioni sulle vendite, € 9,2 milioni sull’EBIT rettificato e € 10,2 milioni sull’EBITDA rettificato.

Al 31 marzo 2017 l’indebitamento finanziario netto è pari a € 1.206,3 milioni, sostanzialmente invariato rispetto al 31 dicembre 2016 (€ 1.199,5 milioni), dopo il pagamento dell’acquisizione di Bulldog, in parte compensato dall’incasso della cessione del business vinicolo cileno, per un esborso di cassa netto di circa € 40 milioni.

 

ANALISI DELLE VENDITE CONSOLIDATE DEL PRIMO TRIMESTRE 2017

In termini di risultati per area geografica, le vendite nell’area Americhe (46,8% del totale nel primo trimestre 2017) hanno registrato una variazione complessiva del +30,9%, determinata da una variazione organica del +8,0%, un effetto cambi del +3,4% e un effetto perimetro pari a +19,5%. Gli Stati Uniti, il mercato principale del Gruppo in termini di vendite, rappresenta un peso del 30,1% sulle vendite totali. Le vendite hanno registrato una variazione organica positiva del +7,5%, nonostante la base di confronto difficile (+14,8%), influenzata positivamente dal recupero degli ordini dopo la contrazione nel quarto trimestre in vista di cambi distributivi. La crescita è stata guidata da Wild Turkey bourbon (+21,8%) e le specialty italiane, in particolare Aperol (+74,1%) e Campari (+29,9%). Espolòn continua a mostrare un andamento molto positivo registrando una crescita a doppia cifra. Questi risultati hanno più che compensato la flessione di SKYY nel trimestre, influenzata dalla forte competitività all’interno della categoria e dalla persistente debolezza del segmento flavoured. Il supporto al brand in termini di marketing è stato posticipato al secondo trimestre dell’anno in concomitanza con il lancio della nuova campagna pubblicitaria. Le vendite in Giamaica (5,0% del totale) hanno registrato una variazione organica pari a +25,7%, grazie all’ottimo risultato (crescita a doppia cifra) ottenuto nel periodo da Campari e dal portafoglio rum giamaicani, in particolare Wray&Nephew Overproof. Le vendite in Brasile (2,7% del totale) hanno mostrato una crescita organica pari al +51,7%, in un trimestre a bassa stagionalità e nonostante la debolezza macroeconomica. I brand brasiliani e Campari sono cresciuti a doppia cifra, anche grazie a una base di confronto favorevole (-27,2% nel primo trimestre 2016). Le vendite in Argentina (2,0% del totale) hanno evidenziato una performance negativa pari a -26,3%, principalmente dovuta a una base di confronto sfavorevole del primo trimestre 2016 (+87,6%), ma anche al rallentamento dei consumi in atto e alla generale situazione macroeconomica nel paese, che impatta particolarmente i maggiori brand a livello locale, quali Campari e Cinzano. Le vendite in Canada (3,1% del totale) hanno registrato una performance organica complessiva positiva pari a +4,8%, guidata da Forty Creek, SKYY Vodka, Carolans e gli aperitivi (Aperol, Campari).

L’area Sud Europa, Medio Oriente e Africa[5] (29,0% del totale nel primo trimestre del 2017) ha registrato una variazione del -1,6%, attribuibile a una crescita organica del +1,4%, a un effetto cambi leggermente positivo e a una variazione di perimetro del -3,6%. Il mercato italiano (21,3% del totale) ha evidenziato una performance organica leggermente in diminuzione con l’anno precedente (-1,4%), principalmente per la Pasqua posticipata. Aperol è cresciuto del +10,8%, compensando un ritardo di Campari penalizzato dal confronto sfavorevole (+44,0% nel primo trimestre del 2016). La performance del mercato è stata influenzata dai brand a priorità locale che hanno registrato un calo del -5,6%, principalmente imputabile a Campari Soda. Gli altri paesi dell’area (7,7% del totale) segnano complessivamente una performance molto sostenuta. Il canale Global Travel Retail risulta in crescita del +18,2%, principalmente guidato da Aperol, GlenGrant, Appleton e Wild Turkey. Si registra una crescita in Sud Africa legata alla transizione alla propria organizzazione distributiva, compensando in parte l’andamento negativo della Nigeria, impattato dalla prolungata instabilità socio-economica.

L’area Nord, Centro ed Est Europa (17,4% del totale nel primo 2017) ha registrato una crescita complessiva del +12,1%, attribuibile a una crescita organica del +11,5%, a un effetto cambi pari al +2,8% e a una variazione perimetro pari a -2,2%. Le vendite in Germania (7,9% del totale) hanno registrato una leggera flessione, a causa della debolezza degli agency brand e sparkling wine rispetto ad una base di confronto sfavorevole. Si sottolinea invece la performance di Aperol che continua a registrare una forte crescita (+21,1%), ma anche di Campari (+12,0%), Averna (+24,2%), nonché Frangelico, Wild Turkey e Bulldog. Le vendite in Russia (2,9% del totale) hanno registrato una performance organica positiva (+86,5%), con una crescita a doppia cifra di Mondoro e a tripla cifra di Cinzano sparkling wine, mentre il quadro macroeconomico rimane incerto. Gli altri paesi dell’area (6,6% del totale) hanno evidenziato complessivamente una crescita organica positiva, principalmente guidata dal Regno Unito (+22,2%), Austria e Belgio, guidata dai brand a priorità globale Campari, Aperol e Appleton.

Le vendite nell’area Asia-Pacifico (6,7% del totale nel 2016) sono cresciute complessivamente del +9,8%, attribuibile a una crescita organica del -1,1%, a un effetto cambi pari a +8,0% e a un effetto perimetro pari a +2,9%. La performance organica in Australia (pari al 5,1% del totale) è diminuita del -3,0%, dovuta alla debolezza di Wild Turkey ready-to-drink e bourbon, anche dovuta alla forte pressione competitiva e alle condizioni metereologiche sfavorevoli. Ci sono stati tuttavia risultati positivi per Aperol, SKYY ed Espolòn. Gli altri paesi dell’area (1,7% del totale) hanno registrato una variazione organica positiva, grazie ad un’ottima performance sia in Cina che in Giappone, quest’ultimo grazie al recupero del ritardo accumulato nel corso dell’anno precedente, in particolare per quanto riguarda le vendite di Wild Turkey. Si segnala inoltre una performance positiva di SKYY e Cinzano sparkling wine.

In riferimento ai brand a priorità globale (pari al 53,3% del totale), le vendite sono cresciute del +10,8% nel primo trimestre del 2017. Aperol evidenzia una crescita organica pari a +17,7%, trainata dalla performance molto positiva ottenuta nei mercati principali (Italia, Germania, Austria) e negli Stati Uniti in crescita a doppia cifra, così come risultati molto positivi anche dall’Australia, dalla Spagna, dalla Grecia, dal Brasile, dal Canada e dalla Russia, anche se da una base contenuta. Le vendite di SKYY hanno registrato una variazione organica pari a +0,2%. La performance negativa degli Stati Uniti, principalmente attribuibile alla forte competitività all’interno della categoria e alla persistente debolezza del segmento flavoured, è stata compensata dall’andamento positivo di alcuni mercati quali Sud Africa, Brasile, Canada, Cina e Australia. Il supporto al brand in termini di marketing è stato posticipato al secondo trimestre dell’anno in concomitanza con il lancio della nuova campagna pubblicitaria. Campari ha evidenziato una crescita organica del +3,1%, in particolare grazie alla solida crescita registrata in USA, Germania, Francia, Austria, Brasile e Giamaica, solo parzialmente intaccata da una riduzione degli ordini in Argentina e Italia, anche a causa di una base di confronto particolarmente sfavorevole del primo trimestre 2016, e la persistente debolezza in Nigeria. Wild Turkey, incluso American Honey, ha registrato una performance organica positiva e pari a +23,9%, per effetto dei risultati positivi nel mercato principale statunitense grazie all’atteso recupero dopo i cambiamenti distributivi, e il Giappone. I rum giamaicani, inclusi Appleton Estate, J.Wray e Wray&Nephew Overproof, hanno evidenziato una variazione organica positiva pari al +16,8%, con una performance positiva in Giamaica, negli Stati Uniti e nel Regno Unito.

In riferimento ai brand a priorità regionale (pari al 17,3% del totale), le vendite sono cresciute del +13,2% nel primo trimestre del 2017. La franchise Cinzano segna una crescita complessiva pari al +6,1%, prevalentemente attribuibile a Cinzano sparkling wine sul mercato russo, che consente di bilanciare la performance negativa di Cinzano vermouth in Argentina, anche a causa di una base di confronto particolarmente sfavorevole del primo trimestre 2016, e di Cinzano sparkling wine in Germania. Averna e Braulio continuano a crescere (+2,0%) nonostante un difficile paragone con il primo trimestre del 2016 (+61,6%), guidati dai risultati positivi di Braulio in Italia e in Germania e la forte crescita a doppia cifra di Averna negli Stati Uniti e in Germania. GlenGrant continua ad avere uno slancio positivo (+ 14,9%), guidato principalmente da Francia, Italia, Spagna e Sud Africa. Forty Creek registra una crescita positiva pari a +11,6%, grazie all’andamento positivo negli Stati Uniti e Canada. Carolans è cresciuto in termini organici del + 2,7%, nonostante un difficile confronto con il primo trimestre del 2016, con buone tendenze in Canada, Russia e Messico, mentre Frangelico è aumentato del +12,2% in modo organico, guidato dalla Germania, dagli Stati Uniti e dal Regno Unito.Espolòn (+75,3%) continua a godere di una solida crescita a doppia cifra negli Stati Uniti (+79,2%), e di positivi risultati nei mercati in cui il brand è in fase di sviluppo, tra i quali l’Australia, la Russia e l’Italia.Gli altri vini spumanti (Riccadonna e Mondoro) sono aumentati in modo organico del +2,4%, grazie alla performance positiva di Mondoro (Russia) che ha compensato la debolezza di Riccadonna in Francia a causa di ritardi negli ordini. Bulldog, entrato nel portafoglio dei brand di proprietà a priorità regionale nel corso del trimestre, registra una crescita a doppia cifra, grazie alla buona performance in Germania, Stati Uniti, Belgio e Regno Unito.

Per quanto riguarda i brand a priorità locale (pari al 11,8% del totale), le vendite sono diminuite del -3,0% nel primo trimestre del 2017, flessione imputabile al ritardo di Campari Soda e Crodino in Italia, dovuto alla Pasqua posticipata. Anche Wild Turkey ready-to-drink è in ritardo in Australia, a causa di una forte pressione competitiva e a condizioni metereologiche particolarmente sfavorevoli all’inizio dell’anno. I brand brasiliani hanno registrato una crescita (+48,8%), rispetto a una base di confronto favorevole, in un mercato che continua a essere caratterizzato da un contesto macroeconomico difficile.

 

Patent-box

Il 28 aprile 2017 la capogruppo Davide Campari-Milano S.p.A. ha siglato con il competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate l’accordo che definisce precisamente i metodi e i criteri da utilizzare per calcolare la quota di reddito esente da Ires e Irap ai fini del cosiddetto ‘Patent Box, ovvero l’entità del contributo economico che i beni immateriali hanno apportato al proprio reddito d’impresa.

Tale norma prevede un regime di tassazione agevolata a beneficio delle imprese che producono redditi attraverso l’utilizzo diretto o la concessione a terzi di diritti di proprietà intellettuale. L’accordo riguarda gli anni di imposta 2015-2019.

Per il 2015 l’agevolazione è determinata escludendo dalla base imponibile il 30% del reddito riconducibile all’utilizzo di valori intangibili agevolabili; per il 2016 la quota sarà pari al 40%, mentre per il triennio 2017-2019 sarà pari al 50%. Alla data di pubblicazione delle presenti informazioni trimestrali, il beneficio fiscale (ai fini IRES e IRAP) per il 2015 risulta pari a circa € 12 milioni, mentre per il 2016 si stima un valore pari a circa € 16 milioni. Il beneficio fiscale del 2017 sarà imputato pro quota nel conto economico semestrale al 30 giugno 2017. La quota di competenza degli anni 2015 e 2016 sarà registrata, nello stesso periodo, quale componente fiscale non ricorrente e verrà dedotta dai pagamenti di imposta di Davide Campari-Milano S.p.A. nel corso del 2017.

 



[1] I brand a priorità globale includono Campari, Aperol, SKYY, Wild Turkey e i rum giamaicani nel primo trimestre 2017. I brand a priorità regionale includono Espolòn, GlenGrant, Forty Creek, Bulldog, Averna, Frangelico, Carolans e Cinzano nel primo trimestre 2017.

[2] EBITDA e EBIT prima di rettifiche di proventi e oneri operativi.

[3] Utile del Gruppo prima delle imposte al netto delle rettifiche di proventi e oneri operativi e finanziari pari a € (0,8) milioni nel primo trimestre 2017 e € (0,7) milioni nel primo trimestre 2016.

[4] Risultato della gestione corrente prima dei costi di struttura.

[5] Include il canale Global Travel Retail.

Data di pubblicazione: 
09 mag 2017
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Ultima modifica 09 mag 2017