Davide Campari-Milano S.p.A. approva la Relazione Trimestrale al 30 settembre 2001

Milano, 13 novembre 2001 – Nei primi nove mesi dell’anno il fatturato consolidato del Gruppo, al netto di sconti e accise, è stato pari a Euro 347,3 milioni, con una crescita del 8,2% principalmente attribuibile all’integrazione delle attività brasiliane acquisite nel gennaio 2001, le cui vendite nette nel periodo sono state pari a Euro 25,6 milioni, in linea con le aspettative.

La crescita organica è stata dello 0,8% a causa di un differimento delle vendite occorso nella seconda metà di settembre. Infatti i drammatici eventi del 11 settembre non sembrano ancora avere inciso in maniera significativamente negativa sui consumi (cosa che peraltro non si può escludere per il futuro, soprattutto se dovesse permanere l’attuale clima di forte timore e incertezza generato dalla grave crisi internazionale), ma, hanno certamente causato un comprensibile shock nel trade, che ha posticipato gli acquisti programmati abbassando momentaneamente i livelli di stock presenti nella catena distributiva. La variazione dei tassi di cambio, essenzialmente attribuibile al deprezzamento del Real brasiliano rispetto alla divisa di consolidamento, ha avuto un impatto negativo sulle vendite nette dello 0,8%.

L’incremento del fatturato è stato trainato dal business degli spirits, che nei primi nove mesi hanno registrato una variazione positiva del 15,9%, attribuibile per il 14,2% all’acquisizione brasiliana e per il 1,7% alla crescita organica, già al netto dell’impatto negativo degli effetti cambio. Relativamente al mix delle vendite, si sottolinea il buon andamento del marchio Campari sul mercato italiano, con un incremento nei primi nove mesi del 6,7% che tuttavia non compensa interamente il perdurante rallentamento dei mercati tedesco e brasiliano, quest’ultimo attribuibile alla forte svalutazione della moneta e all’assai difficile congiuntura economica, che penalizza i prodotti ad alto prezzo come Campari e favorisce per contro gli altri marchi del Gruppo posizionati a prezzi più accessibili (in particolare Dreher, Old Eight e Drury’s).

La performance del segmento wines, principalmente connessa all'andamento delle vendite di Cinzano, sconta qualche imperfezione nel servizio al cliente a causa delle difficoltà di gestire la produzione ancora presso terzi e un inasprimento della situazione competitiva in alcuni mercati. Le vendite di spumante Cinzano continuano comunque a registrare una crescita superiore alle aspettative sull’importante mercato tedesco, con un incremento dell’11,3% nei primi nove mesi.

Nell'ambito del portafoglio soft drinks, che registra dati di vendita sostanzialmente in linea con l'anno precedente, si evidenzia il buon risultato di Crodino (di gran lunga il brand più profittevole del Gruppo nelcomparto), in crescita del 3,3%.

Nei primi nove mesi del 2001, il margine commerciale è stato di Euro 88,9 milioni, pari al 25,6% delle vendite nette e in crescita del 2,9%.

L’EBITDA e l’EBIT, prima dei costi non ricorrenti, hanno raggiunto rispettivamente Euro 77,3 milioni (pari al 22,3% del fatturato netto) e Euro 58,5 milioni (pari al 16,8% del fatturato netto).

L’utile prima delle imposte è di Euro 55,8 milioni, pari al 16,1% del fatturato netto, ed è influenzato negativamente rispetto all’anno precedente (in cui era pari a Euro 68,4 milioni) da minori plusvalenze su cessioni di immobili non strumentali, da una perdita su cambi che, seppure in netto miglioramento rispetto al primo semestre 2001, al 30 settembre 2001 ammontava a Euro 1,6 milioni, e, soprattutto, dai costi della quotazione in borsa realizzata nel luglio 2001, che, pur essendo già stati imputati interamente al primo semestre, nel raffronto con l’esercizio precedente influenzano pienamente anche i risultati dei primi nove mesi.

Al 30 settembre 2001 la posizione finanziaria netta, escludendo l'investimento in azioni proprie a servizio del piano di stock option pari a Euro 31 milioni ed effettuato nel corso del trimestre, è positiva per Euro 88,4 milioni, in incremento rispetto al dato al 30 giugno 2001 pari a Euro 74.7 milioni.

Il Gruppo Campari è uno dei maggiori player mondiali nel settore delle bevande alcoliche, con leadership nel mercato italiano e brasiliano.

Data di pubblicazione: 
13 nov 2001
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Ultima modifica 29 mag 2013